Letteratura pontina, con “La bestemmia fatale” Roberto Campagna vince il premio di Sant’Elena Sannita

Roberto Campagna (foto di Monto Reale)

Con “La bestemmia fatale”, Roberto Campagna, sociologo, giornalista e scrittore pontino, ha vinto il Premio letterario “Profumi di Poesia – sezione Racconti” di Sant’Elena Sannita, in provincia di Isernia. Il premio ha chiuso l’omonima rassegna olfattivo-letteraria che si è svolta nei mesi scorsi ad Aprilia, nella Profumeria Prioli. Ideata dalle poetesse Antonella Rizzo e Dina Amati, questa rassegna prevedeva quattro incontri, di cui l’ultimo si è tenuto proprio a Sant’Elena Sannita, presso il Museo del Profumo. E qui si è svolta la cerimonia di premiazione con la consegna delle targhe e dei raffinati profumi Rancé.

Per scrivere il suo racconto Roberto Campagna ha preso spunto da quella sorta di tabù che è la bestemmia, ovvero la blasfemia, della quale non da molto è stata abolita la rilevanza penale e che ancora oggi comporta un disvalore sociale. Ma, come l’autore ci ha abituati, anche questo è solo un pretesto dal quale partire per aprire una finestra su una realtà locale e sugli scambi interpersonali che in essa avvengono. Lo fa come sempre benissimo, con la perizia dello storico unita alla fluidità piacevole del narratore.

I racconti di Campagna non sono mai semplici storie, ma veri spaccati sociali e psicologici. Per spiegare l’animo umano lui non si avvale, però, di un approccio clinico/psicanalitico, ma usa la realtà che circonda i suoi personaggi per trasformarla in riflesso di ciò che si muove dentro le persone. Allora gli oggetti, il territorio, il cibo, la politica, le tradizioni popolari, una scommessa vagamente becera e persino una bevuta tra amici prendono vita, mutano, si evolvono, confliggono e si dissolvono ne “La bestemmia fatale”, diventando archetipiche rappresentazioni del vissuto comune, un vissuto immediatamente sentito dal lettore, che leggendo lo riconosce, in qualche modo, anche come proprio. Il “narrar breve” è una tecnica che Campagna predilige.

Sorto nel 2014, il Museo del Profumo si articola su due piani, due sale congresso e un orto botanico, che costituisce il sentiero per arrivare nella sala delle esposizioni dei 1055 profumi. Nell’orto botanico si coltivano le piante autoctone con cui si ricavano le essenze per la produzione di due profumi. Ma perché il quarto incontro della rassegna olfattivo-letteraria e lo stesso premio si sono tenute a Sant’Elena Sannita. Perché le due titolari della Profumeria Prioli, che hanno sponsorizzato la manifestazione, sono originarie proprio di questo paese.

Tornando al racconto, è uno dei sette che compongono l’antologia “Amen – Misteri, miracoli e sacre vendette” che Campagna pubblicherà entro la primavera del prossimo anno. “In questi sette racconti – ha affermato – ho mischiato realtà e immaginazione, cronaca e fantasia. Hanno tutti un respiro socio-antropologico. Per scriverli, sono sempre partito da uno spunto che gira, in qualche mondo, intorno a fatti religiosi”.

Le foto della premiazione

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