Urbanistica a Latina, “Mi chiamo Littoria” chiede al Consiglio comunale la revisione del vigente Prg

Il movimento civico “Mi chiamo Littoria” interviene nel dibattito sulla “nuova” urbanistica di Latina e chiede all’amministrazione comunale di procedere alla revisione del vigente Piano regolatore generale. Per la precisione l’appello del sodalizio è rivolto al Consiglio comunale, espressione di tutte le componenti politiche. Si tratta di un sollecito urgente, per gli opportuni adempimenti per la promozione di un nuovo Prg, “in uno scenario in cui l’urbanistica non sia vista solo ed esclusivamente quale strumento per ‘fare cassa’, ma quale occasione per armonizzare ed indirizzare contrapposti interessi, nello spirito di valorizzare lo sviluppo economico, il rispetto del territorio e la compatibilità sociale”.

“Mi chiamo Littoria” affronta il tema dopo la prima presentazione in commissione Governo del territorio della bozza di deliberazione sull’urbanistica che l’amministrazione comunale di Latina Bene Comune intende portare all’attenzione dell’assise civica. Una proposta che ha evidenziato da parte dell’assessore al ramo Francesco Castaldo il consumo di suolo pari a zero, salvo poi rinviare a varianti e Print la nuova edilizia e la riunificazione delle aree R nell’ottica di un unico piano attuativo in luogo di singoli piani particolareggiati. Ma soprattutto, il movimento civico entra nel dibattito politico dopo “le recenti pronunce del Tar Lazio – sezione staccata di Latina, che hanno confermato che lo strumento urbanistico dei Piani particolareggiati di esecuzione (Ppe) non offre una valutazione complessiva ed una visione unitaria dello sviluppo urbanistico della città di Latina”.

“Ad oggi – si legge in una nota stampa di ‘Mi chiamo Littoria’ -, assistiamo impotenti all’assoluta mancanza di tutela e salvaguardia dei nuclei storici di fondazione e loro sviluppo urbanistico (centro storico, quartiere Nicolosi, borghi), nonché dei relativi plessi monumentali ivi presenti, con l’effetto di provocare un costante degrado che non si riflette solo sull’aspetto urbanistico-edilizio, ma investe anche la qualità della vita della nostra comunità.  I borghi di fondazione sono stati sviliti nella loro concezione originale per essere attualmente relegati a ‘dormitori urbani’ con regresso delle zone agricole mentre insiste, soprattutto nelle zone periferiche del capoluogo, il problema della ricollocazione urbana delle aree industriali dismesse (ad esempio Pozzi Ginori), così come la mancanza di un collegamento armonico tra la città, la Marina e Latina Scalo ed una visione unitaria dello sviluppo della nostra città”.

Per il movimento civico appare necessario e non più procrastinabile attuare una seria ed efficace programmazione urbanistica “che sappia promuovere l’adozione di una variante al vigente Piano regolatore generale (Prg) del 1971, quale unico strumento idoneo a rendere compatibile il rilancio di uno sviluppo urbanistico della città nel pieno rispetto ambientale e storico-edilizio”. “Tale programmazione – si legge ancora nel comunicato stampa – dovrebbe essere coerente con i tempi, realizzando, con tecnologie non solo strutturali, un collegamento virtuale che avvicini le periferie al centro direzionale cittadino eliminando il comune senso di emarginazione spaziale”.

Il movimento civico “Mi Chiamo Littoria” nel manifestare, sin d’ora, la massima disponibilità a dialogare con tutte quelle realtà cittadine che operano e intendono perseguire il bene della città di Latina per il raggiungimento di questo specifico obiettivo, invita il Consiglio comunale a procedere, con tempestività, agli opportuni adempimenti per promuovere la revisione dell’attuale Prg, in uno scenario in cui l’urbanistica si occasione per armonizzare ed indirizzare contrapposti interessi, per il rilancio economico, il rispetto del territorio e la compatibilità sociale.

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