Morte di Desirée, arrestato un quinto uomo: è un italiano. Salvini: chiunque sia stato è da blindare e incarcerare

Il 36enne Marco Mancini, arrestato ieri pomeriggio a Roma dalla Polizia, potrebbe aver avuto un ruolo nella morte di Desirée Mariottini, la 16enne di Cisterna di Latina trovata cadavere nelle scorse settimane in un immobile abbandonato del quartiere San Lorenzo. Il 36enne, romano, è ritenuto responsabile di aver ceduto cocaina, eroina e psicofarmaci con effetti psicotropi contenenti quetiapina ai frequentatori del capannone di via Dei Lucani 22, proprio dove è stata trovata morta la ragazza. Desirée, secondo gli inquirenti, potrebbe essere stata tra i suoi clienti.

L’uomo è stato rintracciato dagli agenti della Squadra mobile di Roma e del commissariato San Lorenzo vicino alla fermata “Pigneto” della linea metropolitana C: aveva 12 dosi di cocaina e psicofarmaci di vario genere.

Salgono così a cinque gli arresti collegati alla morte delle giovane di Cisterna, stordita da un mix di droghe e stuprata dal branco per 12 interminabili ore. In carcere quattro stranieri e un italiano.

“Per me, possono essere coinvolti africani, italiani, eschimesi o chiunque altro, vanno blindati e incarcerati. Il problema è che la normativa sullo spaccio di droga è troppo blanda”, ha commentato oggi il vice premier Matteo Salvini, ministro dell’Interno.

 

 

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