Latina, Zuliani: mai più fusioni a freddo, propongo di indire gli Stati generali della scuola

Nicoletta Zuliani

La fusione, o meglio l’accorpamento – per restare nel linguaggio tecnico – tra il liceo Dante Alighieri e l’istituto tecnico Vittorio Veneto di Latina non piace agli studenti e neanche ai prof. E neanche alla consigliere comunale di Latina del Partito democratico che è docente anche lei, in altra scuola superiore del capoluogo. Ad ispirare la decisione della Provincia di Latina verso questa iniziativa i “numeri”, quelli degli iscritti dell’istituto tecnico anche se ha previsto un nuovo indirizzo che potrebbe dare a breve giro una migliore performance in termini di attrattività. Ma tant’è.

Sul caso il Pd di Latina ha già fatto qualche passo: ieri il consigliere regionale Enrico Forte, che in consiglio comunale è capogruppo dem, ha presentato un’ìnterrogazione rivolta al presidente Nicola Zingaretti e alla sua giunta per avere un chiarimento; oggi invece è intervenuta Zuliani con un commento pubblicato sul suo blog, intitolato “Dimensionamento: la politica fallisce ancora”.

L’esponente politico, consigliera comunale, nonché docente, non entra nel merito della decisione, non la giudica, ma registra com’è vissuta dai più diretti interessati: “L’accorpamento Classico-Vittorio Veneto/Salvemini è percepito come una ‘fusione a freddo’- scrive – tra due istituti di orientamenti professionali e pedagogici completamente diversi tanto che sono istituiti con due diversi Decreti del presidente della Repubblica. Inoltre, il classico ha un titolare dirigente, mentre il Vittorio Veneto/Salvemini è in reggenza”. Quindi non è da stupirsi se poi arriva la protesta. Insomma, per la consigliera quando si prendono decisioni che coinvolgono diverse parti in causa, studenti, docenti, genitori, personale Ata, è necessario che la politica riconosca il valore della partecipazione per ascoltare e non imporre.

“Modalità e tempi di un cambiamento così importante necessitano di avere un piano di transizione quando si parla di rivoluzione – si legge nel post della consigliera dem -. Perché essere definitivi invece che prospettare un periodo di due anni per capire le prospettive di ognuno? Perché, soprattutto, ragionare sul dimensionamento scolastico sempre a ridosso della scadenza?”. Ecco, ed è proprio sulla “scadenza”, sulla decisione presa all’ultimo minuto – conseguenza di un fallimento politico e programmatico – che la consigliera vuole dare il suo contributo proponendo di indire, in provincia di Latina, gli Stati generali della scuola e e costruire per il futuro “un’offerta formativa che si possa distinguere per l’eccellenza e la sua aderenza alla vocazione di questo territorio”.

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