Berlin Fruit, nello stand dell’area pontina, l’ambasciatore italiano Mattioli e altri visitatori d’eccezione

Da sinistra: il direttore generale della Cassa Rurale ed Artigiana dell’Agro Pontino, Gilberto Cesandri; il presidente della CRA, Maurizio Manfrin; il sottosegretario alle Risorse Agroalimentari, Alessandra Pesce; l’ambasciatore italiano a Berlino, Luigi Mattioli

“La filiera pontina è una costola rilevante della nostra produzione e questo progetto che la valorizza è la sintesi del lavoro delle Casse Rurali da sempre simbolo dei territori, pertanto da apprezzare per il suo valore positivo». Con queste parole il sottosegretario al MIPAAFT, Alessandra Pesce, ha salutato i produttori pontini all’interno dell’area “Agro Pontino da Palude a Risorsa”, allestita a Berlino dalla Cassa Rurale ed Artigiana dell’Agro Pontino che, per il terzo anno consecutivo ha partecipato, insieme a nove cooperative agricole della provincia di Latina, facendo da capofila, al Berlin Fruit Logistica, il salone europeo dell’ortofrutta che è fra gli appuntamenti più attesi a livello mondiale. Il Sottosegretario Pesce, ha visitato lo stand pontino insieme all’Ambasciatore italiano a Berlino, Luigi Mattioli: “L’iniziativa della Cassa Rurale ed Artigiana dell’Agro Pontino è da salutare come esperienza assolutamente favorevole al proprio territorio, l’augurio è che possa essere emulata anche in altre aree del Paese, sarebbe un bel traguardo”.

Presente nell’area espositiva, anche il Presidente della Provincia di Latina e Sindaco di Pontinia, Carlo Medici, il quale, insieme ai vertici della Cassa Rurale e ai produttori, ha rappresentato le bontà del territorio: “Agricoltura e turismo rappresentano le eccellenze della nostra area – ha detto il presidente – il nostro obiettivo, come enti locali continuerà ad essere quello di mettere in campo tutti gli elementi che possono contribuire alla crescita e sviluppo di due settori trainanti per la nostra economia”.

I rappresentanti istituzionali, si sono soffermati nel loro incontro con il tessuto imprenditoriale pontino su problematiche del comparto e prospettive del Made in Italy, assicurando attenzione su un comparto (quello dell’ortofrutta) la cui produzione supera gli 11,4 miliardi di euro per un controvalore del 23% del totale della ricchezza prodotta dall’intero settore agricolo. Numeri importanti che trovano proprio nella Germania, che organizza il Fruit Logistica, il principale partner italiano: lo scorso anno (nei primi 11 mesi) sono stati importati dal nostro Paese ortaggi per 432 milioni di euro e frutta per circa un miliardo. Il saldo definitivo dovrebbe essere intorno ad 1,6 miliardi. L’area pontina che da sola rappresenta il 40% dell’export del Lazio è sicuramente fra i riferimenti principali del segmento.

“L’edizione 2019 della Fruit Logistica – dice il Presidente della CRA, Maurizio Manfrin – ha scattato la fotografia alla situazione del comparto ortofrutticolo mondiale e, soprattutto, ha fatto comprendere alla filiera pontina il punto nel quale si trova rispetto ai maggiori competitor italiani ed esteri. Il nostro valore aggiunto è il gioco di squadra. Su questa strada siamo impegnati tutti da diverso tempo con il Marchio “Agro Pontino da Palude a Risorsa”, che oggi diventa il vero valore aggiunto di una linea di produzione di per sé qualitativamente elevata. Siamo creatori di valore e continueremo ad esserlo solo coniugando il bene comune con le singole individualità imprenditoriali. Diciamo, che i tempi sono maturi per poter proseguire su questa strada con sempre maggiore determinazione”.

“Il percorso avviato tre anni fa, oggi comincia a far intravedere le prime soddisfazioni – spiega il Direttore Generale, Gilberto Cesandri –. E’ del tutto evidente un processo di valorizzazione del territorio al di là dei singoli prodotti, che pure rimangono il fiore all’occhiello delle produzioni agroalimentari. La nostra area geografica si candida in maniera decisa a confermare la leadership dell’export regionale, consapevole che tale impegno assorbe energie in termini di lavoro e progettualità imprenditoriali, elementi e volontà che per fortuna non mancano ai produttori della nostra filiera”.

 

 

 

 

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