Nanga Parbat, nessuna traccia di Nardi e Ballard visibili ai droni. Le ricerche coordinate da Txikon

Daniele Nardi e Tom Ballard

Nessuna traccia degli alpinisti Daniele Nardi e Tom Ballard dispersi da domenica 24 febbraio in Pakistan sul Nanga Parbat. Le ricerche avviate ieri con gli elicotteri dell’Aviazione pakistana, con a bordo Alex Txikon e il suo team, non hanno prodotto risultati positivi e purtroppo il bilancio delle operazioni di ricerca riprese oggi, sia a piedi che con i droni, tra il campo 2 e il campo 3, non ha prodotto l’esito sperato. Non ci sono tracce né di Nardi né di Ballard.

I due alpinisti sono dispersi da una settimana e mezza sulla parete Diamir della “montagna maledetta”. Nardi, 42 anni, è originario Sezze, sposato con Daniela (l’ultimo contatto con la sua compagna risale proprio a domenica 24 febbraio), è papà di Mattia, nato nel settembre dello scorso anno. Daniele, considerato il primo alpinista di fama internazionale della storia nato al di sotto del fiume Po, ha iniziato la carriera di alpinista nel 2001 con la spedizione sul Gasherbrum II. Non raggiunse gli 8.035 metri della vetta ma l’attrazione per quel tipo di alpinismo diventò molto presto la sua missione di vita.

Cinque gli ottomila conquistati, Everest nel 2004, Shisha Pangma (2005), K2 (2007) e l’accoppiata Broad Peak – Nanga Parbat nel 2008. Aveva tentato anche l’ascesa al Cho Oyu ma si fermò a circa 200 metri dalla vetta causa un principio di congelamento ai piedi come al Makalu ma dovette rinunciare per malessere polmonare. Nel palmares di Nardi anche spedizioni in Sud America sull’Aconcagua (2006) e l’apertura di vie nuove sull’Ama Dablam, sul Bhagirathi e sul Thaly Sagar.

Ballard, 30 anni originario di Derbyshire in Gran Bretagna, è figlio degli ex alpinisti Jom Ballard ed Alison Hargreaves. Quest’ultima, grande scalatrice, è morta nel 1995 durante la discesa dal K2. Tom da una decina d’anni risiede a Vigo di Fassa in Trentino assieme alla compagna Stefania Pederiva, figlia della guida alpina fassana Bruno.

Le ricerche continuano. Alex Txikon e il suo team hanno intensificato le ricerche via terra tra C1 e C3, mentre i droni si sono alzati in volo fino a 6500 metri.

 

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