Fiaccolata a Monte San Biagio, il silenzio che diventa denuncia: una comunità per Aurora

Foto Facebook: "Parrocchie Monte San Biagio"

Una scia di luci ha attraversato Monte San Biagio nella serata di ieri. Candele accese, passi lenti, parole non pronunciate: così il paese si è stretto nel ricordo di Aurora Livoli, la 19enne uccisa a Milano, trasformando il dolore in un gesto collettivo di vicinanza e responsabilità.

Il corteo, partecipato e composto, ha percorso le vie del centro fino alla chiesa di San Giovanni Battista, dove il silenzio ha lasciato spazio alla riflessione. In testa, i genitori e gli amici più cari; accanto, cittadini di ogni età, uniti da un messaggio semplice e netto: la violenza non può essere tollerata, il rispetto deve tornare a essere un valore quotidiano, soprattutto tra i più giovani.
Durante il momento conclusivo, il parroco don Francesco ha invitato la comunità a non fuggire dal lutto, ma a riconoscerlo come un dolore vivo, capace – se condiviso – di diventare memoria e impegno. Un richiamo a custodire il ricordo di Aurora non come un’assenza, ma come una presenza che chiede scelte diverse, parole più gentili, gesti responsabili.

La fiaccolata non è stata soltanto un omaggio a una vita spezzata troppo presto. È stata una presa di posizione pubblica, sobria e ferma, che ha trasformato il silenzio in denuncia e la commozione in promessa: quella di una comunità che non vuole voltarsi dall’altra parte.