La Polizia di Stato, con un imponente dispiegamento di forze, ha eseguito un provvedimento di sequestro beni del valore complessivo di oltre 5 milioni di euro, emesso dal Tribunale di Roma su proposta del Procuratore della Repubblica e del Questore di Roma. Il sequestro riguarda tre società, una ditta individuale, autovetture e motoveicoli, 25 unità immobiliari distribuite tra Roma e i comuni di Aprilia, Ardea, Nettuno, Guidonia Montecelio, Borgorose, oltre a contanti e due orologi Rolex. I beni sono riconducibili a cinque persone, tra i 46 e i 67 anni, legate tra loro da vincoli di parentela e attive in elevati contesti criminali nel quartiere romano di San Basilio, note per il loro coinvolgimento nel narcotraffico.
Le indagini patrimoniali hanno rivelato un complesso sistema di intestazioni fittizie: gli immobili venivano acquistati con proventi illeciti e intestati a familiari, per poi essere riacquistati tramite società a loro riconducibili. Gli appartamenti venivano successivamente concessi in locazione o venduti, generando ulteriori guadagni di origine illecita.
Secondo quanto emerso dall’attività investigativa, i soggetti coinvolti dispongono di un patrimonio sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati, elemento che ha portato il Tribunale a qualificarli come socialmente pericolosi.
Sul territorio pontino le attività di sequestro sono state coordinate dalla Divisione Anticrimine della Questura di Roma con la collaborazione del personale della Questura di Latina, oltre che di altre province del Lazio, come Rieti e Frosinone.
Il sequestro dei beni è stato disposto ai sensi della normativa antimafia (d.lgs. n. 159/2011) ed è finalizzato alla confisca, in attesa del contraddittorio previsto dal procedimento di prevenzione. L’obiettivo dell’operazione è duplice: colpire le ricchezze accumulate attraverso il crimine e liberare l’economia legale dalle infiltrazioni criminali, permettendo agli imprenditori onesti di operare in regime di concorrenza leale.









