Stamane è scattato il blitz dei carabinieri del Nucleo investigativo di Latina che ha portato all’esecuzione delle misure cautelari nei confronti di quattro persone coinvolte nell’inchiesta sulla gestione del salone automobilistico VipMotors. Il provvedimento è stato disposto dal giudice per le indagini preliminari Barbara Cortegiano, a conclusione di un approfondito lavoro coordinato dal pubblico ministero Giuseppe Miliano.
In carcere è finito Alessandro Agresti, 40 anni, considerato il fulcro del presunto sistema illecito che avrebbe permesso di reinvestire denaro di dubbia provenienza attraverso attività di compravendita di auto di lusso e operazioni immobiliari. Ai domiciliari, invece, sono finiti la moglie Mery Teresina De Paolis e il collaboratore Cristiano Di Nuzzo, formalmente titolare della rivendita di via Mameli. L’obbligo di firma è stato disposto per il padre di Agresti, Maurizio, ritenuto un prestanome utilizzato per schermare parte del patrimonio.
Secondo gli investigatori, Agresti avrebbe avviato circa dieci anni fa la propria attività imprenditoriale utilizzando capitali derivanti da una precedente estorsione, reato per il quale era stato già condannato e aveva scontato la pena. Grazie a intercettazioni telefoniche e a un’attenta ricostruzione dei flussi societari, gli uomini dell’Arma hanno ricostruito due presunti episodi di autoriciclaggio e documentato un tenore di vita degli indagati nettamente superiore ai redditi dichiarati.









