Il sindacato CGIL Funzione Pubblica di Frosinone e Latina ha proclamato lo stato di agitazione delle lavoratrici e dei lavoratori dell’Azienda Speciale di Terracina e si prepara a coinvolgere il Prefetto di Latina. Una decisione forte, maturata al termine di una partecipata assemblea sindacale presso il Centro Diurno “Il Melograno”, a fronte del silenzio del Comune di Terracina e della dirigenza aziendale sul futuro del personale. Alla base della mobilitazione c’è la necessità di fare chiarezza dopo la recente sentenza del Giudice del Lavoro di Latina n. 24 del 7 gennaio 2026, relativa a un contenzioso individuale in cui un dipendente chiedeva l’applicazione del Contratto Collettivo Nazionale del Terziario in luogo del CCNL Funzioni Locali. Una pronuncia che, secondo la CGIL, non ha effetti generali ma che rischia di alimentare incertezza e interpretazioni distorte tra i lavoratori.
Il sindacato ribadisce che l’Azienda Speciale di Terracina è un ente strumentale ed economico del Comune, sottoposto a vincoli pubblici, controllo dell’amministrazione e finanziamenti prevalentemente comunali. In questo contesto, le lavoratrici e i lavoratori svolgono servizi pubblici essenziali, in particolare nel settore sociale e dell’assistenza alle persone con disabilità, e devono quindi essere considerati dipendenti pubblici a tutti gli effetti. Da qui la richiesta di garantire la piena applicazione del CCNL Funzioni Locali, già previsto dal regolamento del personale e dal contratto di servizio con il Comune. Un contratto che, sottolinea la CGIL FP, assicura tutele fondamentali come progressioni di carriera, differenziali stipendiali, buoni pasto, reperibilità e procedure pubbliche per le assunzioni, elementi ritenuti indispensabili per assicurare stabilità occupazionale e qualità dei servizi.
A rendere più tesa la situazione è la mancata apertura di un confronto istituzionale. Nonostante due richieste formali di incontro, Comune e Azienda Speciale non hanno convocato alcun tavolo sul futuro del personale. Una chiusura che il sindacato definisce inaccettabile e che ha spinto l’assemblea a dare mandato alla CGIL FP di attivare tutte le forme di mobilitazione previste dalla normativa. La CGIL avverte che ogni eventuale trasformazione dell’Azienda Speciale dovrà essere preventivamente concertata con le organizzazioni sindacali e che, in assenza di risposte, non è escluso il ricorso allo sciopero generale del personale. L’obiettivo, conclude il sindacato, è evitare che l’incertezza gestionale metta a rischio la continuità dei servizi sociali fondamentali e i diritti di chi ogni giorno lavora al servizio della comunità.









