Nuovi sviluppi nell’inchiesta sullo scontro tra gruppi rivali per il controllo dello spaccio nella zona dei palazzi Arlecchino. La Procura ha disposto accertamenti tecnici irripetibili sulle tracce biologiche e sulle impronte digitali rinvenute all’interno della Volkswagen Golf abbandonata dopo il violento inseguimento con i carabinieri avvenuto nella notte del 23 settembre.
Quella sera, nel pieno di una fase di forte tensione tra fazioni contrapposte di narcotrafficanti e con l’area già sottoposta a controlli rafforzati, una pattuglia dell’Arma intercettò una delle auto a noleggio utilizzate dal sodalizio criminale attivo nei palazzi Arlecchino. Ne nacque un inseguimento ad alta velocità tra le strade dei quartieri al centro della contesa. La fuga si concluse in viale Le Corbusier, dove il conducente, dopo aver speronato la “gazzella” dei carabinieri, perse il controllo del mezzo andando a schiantarsi contro una rotatoria.
L’uomo riuscì inizialmente a far perdere le proprie tracce, ma venne successivamente identificato e arrestato il 4 ottobre. Si tratta di Stefano Santucci, 43 anni, finito in carcere in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare. Gli investigatori, tuttavia, non hanno mai escluso che Santucci non fosse l’unico occupante dell’auto né il reale utilizzatore del veicolo.
Per l’episodio risulta infatti indagato anche Mattia Spinelli, considerato uno dei leader del gruppo che gestiva lo spaccio nella zona degli Arlecchino. Secondo gli inquirenti, la Golf noleggiata era abitualmente utilizzata da Mattia e dal fratello Yuri Spinelli, entrambi poi arrestati nell’ambito delle indagini su una serie di attentati esplosivi legati alla guerra per il controllo delle piazze di spaccio.
L’inchiesta mira ora a chiarire perché, in un momento di massima pressione investigativa, l’auto fosse affidata a Santucci, che non risulta legato alla fazione rivale coinvolta nell’attentato di via Darsena. Proprio per fare luce su questo aspetto, il sostituto procuratore Valerio De Luca ha autorizzato gli accertamenti tecnici irripetibili, affidandoli ai carabinieri del Ris di Roma.
Dagli atti emerge che Santucci e Mattia Spinelli sono indagati per gli stessi reati: violenza e lesioni a pubblico ufficiale e danneggiamento di beni pubblici. Inoltre, Santucci e la sua compagna, una donna di 28 anni, devono rispondere anche dell’accusa di favoreggiamento personale. Un’ipotesi che rafforza il sospetto degli investigatori secondo cui i due possano aver tentato di coprire la presenza di Spinelli all’interno della vettura la notte dell’inseguimento.
Le analisi scientifiche sulle tracce biologiche e sulle impronte digitali saranno decisive per stabilire chi si trovasse effettivamente a bordo della Golf, e se all’interno dell’abitacolo vi siano elementi riconducibili a uno o a entrambi gli indagati. Un passaggio chiave per ricostruire ruoli e responsabilità in una vicenda che si inserisce nel più ampio quadro della guerra per lo spaccio nella zona sud della città.









