Latina, crisi Sicamb: scatta la cassa integrazione per tutti i 277 dipendenti

foto Lazio TV

Si addensano nubi pesanti sul futuro della Sicamb, pilastro dell’industria aeronautica pontina specializzato nella produzione di sedili eiettabili e partner della filiera Leonardo SpA. Lo scorso 6 marzo, l’azienda ha ufficializzato la richiesta di cassa integrazione guadagni ordinaria (CIGO) per l’intero organico: 277 lavoratori coinvolti per un periodo di 13 settimane.

Nonostante l’uscita recente da un concordato preventivo e l’ingresso dello stato nel capitale sociale (attualmente socio al 30%), la situazione produttiva sembra essere precipitata. I lavoratori, attraverso una nota sindacale, denunciano una gestione paradossale: a fronte dell’arrivo di finanziamenti pubblici legati alla Legge 808/85, non sarebbe seguito un reale ammodernamento dei siti produttivi.

“L’azienda ha un parco macchine inefficiente e ambienti fatiscenti. Non è stato rispettato il piano industriale e i monitoraggi ministeriali promessi sono mancati”, spiegano le RSU.

A preoccupare ulteriormente le sigle sindacali è il quadro gestionale complessivo. Nel 2025, il patron Klinger è stato colpito da una terza condanna relativa a una truffa sul TFR dei lavoratori.

Nonostante l’arrivo a gennaio 2026 di un nuovo amministratore delegato esperto in logistica e meccanica pesante, i segnali non sono incoraggianti: a pochi mesi dalla chiusura del concordato, l’azienda starebbe già accumulando nuovi debiti a causa della scarsità di commesse.

Il territorio pontino, già duramente provato dalla crisi del settore metalmeccanico, non può permettersi il collasso di una realtà storica come la Sicamb.

I dipendenti chiedono ora chiarezza sull’uso dei fondi statali, il coinvolgimento immediato di regione Lazio e ministero per garantire i livelli occupazionali.