Un concorso di bellezza a pagamento nel “Cambellotti”: la denuncia di LBC

Il Museo Duilio Cambellotti finisce al centro di una dura polemica politica. A scatenare il caso è lo svolgimento della selezione regionale di “Miss Teen Italia” all’interno delle sale che ospitano i cartoni della redenzione dell’agro e le sculture di Cambellotti.

Secondo quanto esposto dal movimento Latina Bene Comune (LBC), l’evento non solo risulterebbe distante dalla funzione educativa del museo, ma presenterebbe diverse irregolarità amministrative. In particolare, viene contestato il pagamento di un biglietto d’ingresso di 20 euro, elemento che cozzerebbe con le norme sull’utilizzo degli spazi pubblici.

“Come Latina Bene Comune riteniamo che quanto accaduto meriti un’attenta riflessione pubblica. Il museo Cambellotti custodisce un patrimonio culturale ed identitario di grande valore, dai cartoni della redenzione dell’agro alle sculture, ai bozzetti e ai gessi, ed è oggi l’unico museo comunale fruibile in città. Si tratta di un luogo che dovrebbe essere destinato prioritariamente ad attività coerenti con la sua funzione culturale, educativa e civica, spiegano la segretaria Elettra Ortu La Barbera e la consigliera Floriana Coletta, un dettaglio tutt’altro che secondario è proprio l’ingresso a pagamento in una struttura comunale.

Oltre ai profili tecnici, la critica di LBC si sposta sul piano della coerenza politica, chiamando in causa direttamente la sindaca Matilde Celentano, che detiene la delega alla cultura. Il movimento ravvisa una contraddizione tra i messaggi di emancipazione femminile promossi dall’amministrazione e la scelta di ospitare un concorso di bellezza per giovanissime in un luogo pubblico.

“La presenza di un biglietto a pagamento, lo svolgimento in una giornata festiva e l’assenza, a quanto risulta, di un atto autorizzativo pubblicato sollevano dubbi rilevanti. Ma la questione non è soltanto amministrativa: riguarda anche il senso e la direzione delle politiche culturali cittadine. Ma la contraddizione più stridente è politica. La sindaca Celentano, ha più volte richiamato l’importanza dell’emancipazione femminile e della costruzione, per le giovani donne, di modelli fondati su autonomia, competenza e autostima.

Il caso non si chiuderà con una semplice denuncia pubblica. Latina Bene Comune ha infatti annunciato passi formali per ottenere chiarimenti su chi abbia autorizzato l’evento e se siano stati riscossi oneri dal comune.

“Eppure, sotto questa amministrazione, un museo pubblico diventa il luogo in cui ragazze vengono giudicate ancora una volta esclusivamente per l’avvenenza. Un messaggio veramente fuori luogo e fuori tempo. Una città che vuole davvero investire sulle nuove generazioni femminili non affiderebbe i propri spazi culturali a eventi che riducono le adolescenti a oggetti estetici da competizione. La coerenza si misura nei fatti, non negli slogan.”