Operai morti nell’ esplosione alla Recoma, al via il processo

Si è aperto in tribunale di Latina il processo per il drammatico incidente alla Recoma di Sermoneta, avvenuto il 17 marzo 2023. Cinque i responsabili aziendali a giudizio per omicidio colposo e lesioni, per
l’esplosione in cui persero la vita due giovani lavoratori: Daniel Martini, 33enne di Norma, e Vadym Kachurin, 35enne di origini ucraine. Un terzo operaio, residente a Sezze, rimase gravemente ferito, ma riuscì a sopravvivere.

Sul banco degli imputati l’amministratore delegato Paolo Turchi, il presidente del CdA Natale Aprile, il responsabile del servizio prevenzione Daniele Pennacchio, il responsabile dell’impianto Alessandro Ciuffarella e Gianni Piemontesi, rappresentante legale di una società esterna. Un sesto indagato, il tecnico incaricato della sicurezza, ha già patteggiato una pena di 2 anni di reclusione.

Assenti le parti civili: le famiglie delle vittime sono state infatti già risarcite dall’assicurazione dell’azienda.

Secondo le ricostruzioni della procura di Latina, i tre operai stavano lavorando alla movimentazione di bombole di ossigeno medicale da 5 litri, quando un boato improvviso squarciò lo stabilimento. L’onda d’urto fu devastante: Martini morì sul colpo, mentre per Kachurin ogni tentativo di rianimazione, incluso l’intervento di un’eliambulanza, risultò vano.

Le indagini, coordinate dai sostituti procuratori Giuseppe Bontempo e Giuseppe Miliano, si sono concentrate sul mancato rispetto delle norme di sicurezza. L’ipotesi degli inquirenti è che l’ambiente in cui operavano le vittime fosse saturo di ossigeno, creando le condizioni per la fatale esplosione.

Dopo questa prima udienza dedicata alle questioni preliminari, il giudice ha fissato il calendario del dibattimento. Il processo entrerà nel vivo il prossimo 9 settembre, quando in aula verranno ascoltati i primi investigatori dell’arma dei carabinieri, che effettuarono i rilievi sul luogo dell’incidente.