di Ivan Simeone
i.simeone@virgilio.it
Le ultime analisi del nostro sistema imprenditoriale pontino, rispecchiano l’andamento nazionale con tutte le luci e le ombre del caso. Buono il risultato complessivo regionale del Lazio, che totalizza una crescita di un +0,42% con + 2.477 unità, dato eccezionale che traina il “dato Paese”.
Se andiamo a leggere i dati puntualmente elaborati dalla CCIAA Frosinone –Latina con Movimprese del primo trimestre 2026 ed i dati nazionali, ci accorgiamo come stia cambiando, in maniera silente, il nostro tessuto produttivo.
In estrema sintesi le grandi imprese crescono come cresce tutto il sistema dei servizi, il mondo immobiliare e il settore finanziario-assicurativo e non ultimo le attività professionali. In “rosso” i tradizionali comparti come quello agricolo, il commercio sia al dettaglio che all’ingrosso e la manifattura. Tiene ancora, fortunatamente, il comparto edile.
Vedendo i dati nazionali, ci accorgiamo che una crescita, pur minima, al primo trimestre è in controtendenza rispetto agli scorsi anni e fa ben sperare per una crescita anche dei prossimi mesi.
Secondo i dati nazionali Infocamere -che rispecchiano l’andamento locale- le Società di capitali segnano una positività con un tasso di crescita di un +0,80%, una crescita che secondo le analisi va a compensare la negatività delle società di persone che totalizzano un saldo negativo nazionale di -4.879 attività e quello delle imprese individuali con un -9.669 unità.
Sempre secondo i dati nazionali registrati aumentano le attività finanziarie e assicurative con un +2.301 imprese (+1,55%) attività professionali, scientifiche e tecniche con un saldo positivo di un +1,25% pari a più 3.168 attività e il settore immobiliare con un + 0,56% pari a nuove 1.836 attività.
Continua la negatività del settore commerciale con un -9617 attività pari ad uno 0,77%, negativo anche il comparto agricolo con meno 6.141 imprese ed il settore manifatturiero con un saldo negativo di -0,52% pari a 2.517 unità in meno.
La nostra realtà provinciale non è da meno. Cambiano percentuali e numeri di aziende ma l’andamento è pressoché simile. Registriamo una economia che cresce ma grazie alle grandi imprese e a tutto il mondo dei servizi.
Nella nostra provincia di Latina i dati più interessanti riguardano le attività professionali, scientifiche e tecniche con + 2,06%, le attività dei servizi di alloggio e di ristorazione con un + 0,42%, le Telecomunicazioni, programmazione e consulenza informatica con un + 2,08 e tutto il comparto finanziario e assicurativo con un + 1,7%
Fanalino di coda il commercio con un saldo negativo di -0,34 attività sia del dettaglio che dell’ingrosso e l’agricoltura con un – 1,05. Certamente sono ancora numeri minimali e speriamo che nei prossimi trimestri il dato possa migliorare. Molto sta anche agli interventi che si stanno mettendo sul campo a livello regionale (e non sono pochi) se riescono a produrre concretamente i benefici auspicati.
Davanti a questo scenario bisognerebbe che le nostre Istituzioni, oltre che gioire (giustamente) per l’andamento positivo generale, si domandassero cosa fare per ridare ossigeno alle micro e piccole imprese e attività.
Sono le solite riflessioni che facciamo da tempo ma che rimangono parole al vento, almeno localmente. Eppure gli Enti locali, le Amministrazioni locali potrebbero fare molto per contenere queste criticità.
Crescono i servizi, il mondo della finanza e dell’assicurativo ma se diminuiscono le attività legate alla vendita, alla produzione e al settore agricolo, settori che tradizionalmente fanno girare quella che definiamo l’economia del quotidiano, con tutti i posti di lavoro che rappresentano e l’indotto, a chi poi andranno a vendere i propri servizi?
Per approfondimenti: www.frlt.camcom.it e www.infocamere.it/movimprese.








