Sabato prossimo, 16 maggio, Sonnino rinnoverà la secolare Processione delle Torce con un rito identitario che trasforma i confini del paese in una spettacolare “lingua di fuoco”. Nel pomeriggio della vigilia dell’Ascensione, i pellegrini lasceranno il borgo medievale per percorrere l’intero perimetro comunale lungo i sentieri montani, guidati dai “caporali” e scortati da fucilieri che sparano a salve.
Il momento clou è atteso per le ore 22:00, quando i torciaroli appariranno sul costone de “Le Serre”: una scia luminosa visibile da tutta la pianura, accompagnata quest’anno da fuochi d’artificio a ritmo di musica. Il cammino si concluderà all’alba con un rientro fragoroso tra i vicoli del centro, segnando la chiusura simbolica del cerchio di protezione intorno alla comunità.
Le origini della manifestazione affondano nelle antiche Rogazioni e nei culti agrari romani, con testimonianze scritte che risalgono almeno al 1794. L’edizione 2026, curata dalla Pro Loco di Sonnino, non sarà solo folklore: il 15 maggio si terrà un convegno per candidare il rito a patrimonio UNESCO, mentre il 17 maggio sarà dedicato alla storia della Pieve della Madonna della Misericordia a La Sassa. Tra musica, degustazioni e l’odore acre della polvere da sparo, le Torce continuano a rappresentare il legame indissolubile tra i sonninesi e la loro terra.









