La condizione degli operai forestali finisce nuovamente all’attenzione del Parlamento. Il Movimento 5 Stelle ha presentato un’interrogazione, firmata dai deputati Riccardo Tucci, Sergio Costa e Ilaria Fontana, per sollecitare il Governo sulle criticità che riguardano i lavoratori transitati nell’Arma dei Carabinieri dopo la riforma del 2016 e l’assorbimento del Corpo Forestale dello Stato previsto dal decreto legislativo 177/2016.
A rilanciare il tema è Maria Grazia Ciolfi, coordinatrice provinciale del M5S, che sottolinea il valore dell’iniziativa parlamentare e il legame diretto con il territorio pontino, in particolare con le realtà di Sabaudia e Fogliano, dove la presenza di questi lavoratori rappresenta un presidio importante per la tutela ambientale.
Ciolfi ha espresso il proprio ringraziamento ai parlamentari del Movimento per aver riportato al centro del dibattito una vertenza che, secondo il M5S, resta ancora irrisolta: “Grazie ai parlamentari M5S Tucci, Costa e Fontana per aver nuovamente acceso i riflettori sui lavoratori forestali, un tema caro al Movimento e alla CISAL CFS, portando avanti questa battaglia su una realtà che viviamo particolarmente da vicino sul nostro territorio, a Sabaudia e Fogliano”.
Al centro dell’interrogazione c’è la situazione di circa 1.300 operai forestali impiegati in tutta Italia. Si tratta di lavoratori che svolgono attività continuative e strutturali al servizio dello Stato, ma che continuano a essere inquadrati con contratti di natura privatistica. Una condizione che, secondo quanto evidenziato dal Movimento 5 Stelle e dalla CISAL CFS, comporta una riduzione delle tutele rispetto ai contratti collettivi di riferimento, soprattutto per quanto riguarda malattia, infortuni sul lavoro, permessi legati alla legge 104 e accesso agli strumenti di sostegno al reddito.
Il lavoro degli operai forestali viene considerato essenziale per la salvaguardia del territorio: dalla sistemazione idraulico-forestale alla gestione delle riserve naturali, dalla tutela della biodiversità alla prevenzione del dissesto idrogeologico, fino alla difesa delle aree protette. Un ruolo che assume ancora più peso in una fase segnata dall’aumento degli incendi boschivi e dagli effetti sempre più frequenti degli eventi climatici estremi.
Nel documento parlamentare vengono richiamate anche altre criticità: retribuzioni spesso inferiori ai 9 euro l’ora, rapporti di lavoro stagionali o precari pur in presenza di attività continuative, ricorso alla disoccupazione agricola nei periodi non coperti dal contratto, mancata applicazione del protocollo aggiuntivo al contratto collettivo nazionale in materia di malattia e infortunio, oltre a procedure di reclutamento tramite centri per l’impiego ritenute non coerenti con la natura pubblica delle funzioni svolte.
Per il Movimento 5 Stelle, la questione riguarda non solo il destino professionale dei lavoratori, ma anche la qualità della tutela ambientale garantita sui territori. Da qui la richiesta di un intervento organico che punti a riconoscere pienamente diritti, stabilità contrattuale, retribuzioni adeguate e un inquadramento più coerente con le mansioni svolte, anche attraverso il riconoscimento dello status di lavoratore pubblico.
“Difendere questi lavoratori significa difendere il territorio, la sicurezza ambientale e il futuro delle nostre comunità”, conclude Ciolfi.









