Libera dopo gli arresti di Aprilia: “Allarme criminalità”

All’indomani del duro colpo inferto alla criminalità organizzata locale, l’associazione Libera esprime la propria profonda riconoscenza al Reparto Territoriale dei carabinieri di Aprilia, guidato dal Comandante Gianluca Piccione, e alla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Roma.

L’importante operazione, condotta all’interno della maxi-inchiesta denominata “Assedio”, le cui risultanze hanno recentemente decretato il commissariamento e lo scioglimento della città pontina, ha permesso di disarticolare un radicato sodalizio criminale dedito al narcotraffico e ad altri affari illeciti. Secondo Libera, quanto emerso è l’ennesimo segnale di un radicamento profondo e preoccupante della malavita non solo ad Aprilia, ma in tutta la provincia di Latina. L’indagine ha inoltre confermato la pericolosa capacità delle consorterie criminali autoctone di relazionarsi e interagire direttamente con la ‘ndrangheta.

Di fronte alla gravità del quadro descritto dagli inquirenti, la risposta non può essere unicamente delegata alle forze dell’ordine. Gianpiero Cioffredi, referente di Libera Lazio, e Mario Balzano, rappresentante di Libera Aprilia, hanno voluto lanciare un forte richiamo alla corresponsabilità collettiva:

“Nell’esprimere sostegno agli investigatori avvertiamo la necessità di una mobilitazione ampia e permanente delle istituzioni, della scuola, del mondo associativo, delle comunità ecclesiali, del sindacato, dell’impresa sana e di tutti i cittadini che credono nella giustizia sociale e nella democrazia”.

Secondo i due esponenti, la lotta ai clan si vince rafforzando gli strumenti di prevenzione educativa nelle scuole, offrendo un supporto concreto a chi trova il coraggio di denunciare e, soprattutto, costruendo alternative reali alla cultura dell’illegalità, della sopraffazione e del ricatto.

“Le mafie prosperano dove ci sono solitudine, disuguaglianze, paura e assenza di diritti”, concludono Cioffredi e Balzano: “Aprilia e il territorio pontino oggi più che mai hanno bisogno di verità, giustizia e corresponsabilità civile”.