L’ennesimo stop al flusso idrico in pieno estate farabutta la pazienza dei cittadini e riaccende i riflettori sulla gestione del servizio idrico integrato nell’ATO 4. L’associazione dei consumatori Codici ha deciso di intervenire con fermezza, inviando una nota ufficiale al prefetto di Latina, al sindaco del capoluogo e al presidente della provincia per segnalare una situazione non più tollerabile.
Tra i casi più eclatanti citati da Codici figurano diverse famiglie residenti lungo la SS 156, rimaste senza acqua corrente per settimane, e centinaia di famiglie ad Aprilia colpite da continui azzeramenti notturni della pressione. A questi si aggiungono interi fabbricati, anche nel centro di Latina, dove la pressione minima prevista dall’Autorità ARERA non viene garantita.
Gli ultimi disagi risalgono proprio a questi giorni: un intervento programmato da Acqualatina per la serata del 29 luglio avrebbe dovuto concludersi nella notte, ma un successivo avviso ha prorogato il blocco fino a mezzogiorno a causa di non meglio precisati “imprevisti tecnici”. Soluzioni d’emergenza come il posizionamento di autobotti (in Largo Celli e Largo Cavalli) coprono il fabbisogno alimentare, ma non risolvono l’emergenza igienico-sanitaria in un periodo caldissimo, gravando su bambini, anziani e sulle numerose attività commerciali (bar, ristoranti, parrucchieri) la cui operatività dipende dall’acqua.
Codici solleva dubbi sostanziali sulla pianificazione e sulla manutenzione della rete: Acqualatina gestisce l’ATO 4 da circa 24 anni (su 30 previsti dalla concessione). L’associazione ricorda che tra il 2017 e il 2025 sono stati applicati circa 150 milioni di euro di aumenti tariffari progressivi, finalizzati alla riduzione delle dispersioni idriche dal 70% al 40%.
“Com’è possibile che dopo 24 anni e centinaia di milioni spesi i cittadini siano ancora in questa condizione? Come sono stati impiegati i soldi degli utenti e chi controlla i lavori effettivi sulle condotte fatiscenti?”, incalza l’associazione, contestando anche le recenti richieste di ulteriori aumenti delle tariffe.
Nella missiva inviata alle autorità locali, Codici ha formulato richieste ben precise:
Al Prefetto: la convocazione d’urgenza di un tavolo tecnico di confronto per tutelare i diritti e la salute pubblica, spingendo il gestore a limitare i blocchi del flusso solo ai casi di reale e indifferibile urgenza.
Al Sindaco di Latina e all’EGATO 4: un’azione di rigida vigilanza affinché gli interventi sui cantieri siano limitati nel tempo e strettamente necessari, riducendo i danni a cittadini, turisti e tessuto economico locale.
Infine, l’associazione comunica di essersi messa a disposizione di tutti gli utenti intenzionati a richiedere gli indennizzi ad Acqualatina per i prolungati disservizi e disagi subiti.









