Duplice omicidio Amato, per i giudici fu vendetta trasversale

Cinquantuno pagine per dire che l’ergastolo a Christian Sodano deve restare. La Corte d’Assise d’Appello di Roma ha depositato le motivazioni della sentenza che condanna l’ex finanziere per il duplice omicidio di Nicoletta Zomparelli e della figlia Renée Amato, uccise a colpi di pistola il 13 febbraio 2024 a Cisterna.

Al centro della ricostruzione c’è la fine della relazione con Desyrée Amato, figlia di Nicoletta e sorella di Renée. Per i giudici, Desyrée era il vero bersaglio.

Il rifiuto della giovane di tornare con lui, scrivono i giudici, avrebbe alimentato in Sodano un atteggiamento sempre più possessivo e di controllo – amicizie, uscite, lavoro, spostamenti – fino a sfociare in quella che la Corte definisce una “vendetta trasversale”: colpire le persone più care alla ex compagna per punirla della separazione.

Quella mattina Sodano si presentò nell’abitazione di famiglia armato della Beretta di ordinanza. La discussione con Desyrée degenerò. Nella concitazione intervenne la madre Nicoletta, che venne raggiunta dai colpi, e subito dopo la figlia più piccola, Renée.

Poi la fuga in auto. Desyrée riuscì a mettersi in salvo, contattò lo zio e attese l’arrivo delle forze dell’ordine. Sodano si consegnò poco dopo, consegnando l’arma.

Bocciata la tesi difensiva del blackout mentale. Incrociando perizie psichiatriche, accertamenti medico-legali e condotta successiva ai fatti, la Corte esclude un “episodio dissociativo acuto”: al momento del delitto, secondo i giudici, Sodano era lucido e pienamente consapevole.