Ha reinventato il Latina con un 4-2-3-1 che ha funzionato a meraviglia, dominando per larghi tratti. E poi è arrivato un altro finale amaro da mandare giù. Gennaro Volpe in sala stampa è provato, tra orgoglio e rammarico.
«Dei complimenti ce ne facciamo poco, perché nel calcio poi contano i punti – dice il tecnico nerazzurro – Il primo sentimento è l’orgoglio per quello che sta facendo la squadra. Stasera, come a Gubbio, penso che abbiamo fatto una partita strepitosa e andare via con un gol nel finale così fa male davvero tanto».
Un Latina che i numeri raccontano come una delle realtà più forti del girone, ma tremendamente sfortunato negli episodi. Volpe lo sottolinea: «Leggo molto i dati: siamo la squadra del nostro girone che entra più volte in area avversaria, siamo primi per tocchi nella metà campo offensiva. Numeri di una squadra importante che però ora vanno valorizzati. Abbiamo subito nove tiri nello specchio e preso sette gol: incredibile! Non ci sta girando bene, ma dobbiamo insistere».
Nel finale la squadra ha pagato anche sul piano fisico: «Stiamo andando forte, alcuni hanno spinto al massimo e chiaramente nel finale lo abbiamo pagato. Ma dobbiamo rendere merito a quello che ha fatto questa squadra così come ha fatto la nostra gente a fine partita».
C’è spazio anche per l’ennesimo caso arbitrale, con due rossi diretti arrivati lontanissimo dalla porta che hanno condizionato il cammino: «Penso che ci sono dei falli dove c’è cattiveria e altri dove c’è irruenza. Onestamente né nel fallo di Lipani né in quello di stasera c’è cattiveria da far maturare un rosso diretto. Non voglio parlare di questo però, voglio pensare solo a noi».
Chiusura sul battibecco a fine gara tra Sylla e un tifoso della Gradinata: «Ha sbagliato, non so cosa è successo ma approfondirò. Se lo ha fatto, ripeto, il giocatore ha sbagliato»









