Svolta nelle indagini sulla tragica scomparsa di Cristiano Maria Cordoma, lo studente di soli 19 anni deceduto a seguito di un terribile incidente stradale avvenuto lo scorso 7 giugno. Nei giorni scorsi, il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Latina ha disposto la misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di Riccardo P., 23 anni, accusato di omicidio stradale aggravato dalla fuga.
La decisione arriva a distanza di tre mesi dai fatti, accogliendo la richiesta della procura di Latina alla luce dei gravi indizi raccolti dalla polizia e della condotta tenuta dal giovane la notte del sinistro.
La tragedia si è consumata nel cuore del centro cittadino, all’incrocio tra via Pio VI e via IV Novembre, nei pressi delle ex autolinee. Cristiano stava rientrando a casa in scooter con un’amica dopo una serata trascorsa in un locale della periferia. Percorrendo via Pio VI, il ciclomotore è stato violentemente travolto da un’auto che sbuchevava da via IV Novembre senza rispettare la precedenza.
A causa del fortissimo impatto, i due giovani sono stati sbalzati sull’asfalto. Le condizioni di Cristiano sono apparse subito disperate: trasferito d’urgenza prima all’ospedale “Santa Maria Goretti” di Latina e poi al “San Camillo” di Roma, il diciannovenne è deceduto dopo una settimana di agonia. L’amica che era con lui, ricoverata inizialmente in rianimazione al Goretti, si è fortunatamente salvata.
Subito dopo lo scontro, l’automobilista alla guida si era dato alla fuga prima dell’arrivo di soccorsi e forze dell’ordine.
Determinante per l’identificazione del responsabile è stato l’intuito dei familiari della vittima. Giunti sul luogo della tragedia, i parenti hanno seguito la scia di olio lasciata dal veicolo danneggiato, ritrovando la vettura, una Toyota Yaris, abbandonata nel parcheggio di via Leonardi, alle spalle del Palazzo della Cultura.
I riscontri della polizia e le immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza della zona hanno confermato il coinvolgimento dell’utilitaria. Gli accertamenti sono risaliti al proprietario, un 58esimo che ha dichiarato di aver prestato l’auto al figlio della compagna, il 23enne Riccardo P.
La mattina seguente al sinistro, il giovane si era presentato in questura affiancato dal proprio legale. Inizialmente indagato a piede libero per lesioni stradali aggravate, la sua posizione si è gravemente aggravata dopo il decesso dello studente, portando oggi alla misura degli arresti domiciliari.









