Un PalaBoxe da sgomberare ed una posizione debitoria accertata di circa 140mila euro nei confronti della Boxe Latina, che alla data del 30 settembre aveva chiesto la concessione di una ulteriore proroga in attesta del giudizio del TAR sull’aggiudicazione di via Aspromonte. L’istanza però, a un mese dalla richiesta, è stata respinta. Entro il 15 novembre, i locali vanno liberati.

Questo a prescindere da quello che deciderà il TAR. Non è esclusa l’ipotesi però che il Tribunale Amministrativo confermi l’attuale aggiudicazione. Uno scenario tutto da seguire è quanto emerge dalla risposta dell’assessore allo Sport Andrea Chiarato al question time chiesto dalla consigliera PD Valeria Campagna sul perché non fosse avvenuto lo sgombero entro il 30 settembre. Di seguito la nota del Comune:
«La situazione del Palaboxe continua ad aggravarsi. Non soltanto l’impianto non è stato riconsegnato al Comune, nonostante la sospensione dell’aggiudicazione disposta dal Consiglio di Stato e la scadenza del termine del 30 settembre, ma oggi abbiamo appreso che la posizione debitoria dell’attuale gestore ha raggiunto quasi 140mila euro. E, per stessa ammissione dell’assessore Chiarato, il Comune non ha incassato nulla, neppure dopo l’aggiudicazione della gara».
È quanto dichiara Valeria Campagna, capogruppo del Partito Democratico in Consiglio comunale, a seguito della discussione dell’ennesima interrogazione presentata sulla vicenda del Palaboxe di via Aspromonte.

«Sono mesi che, attraverso interrogazioni e accessi agli atti, chiediamo trasparenza sulla gestione e sull’affidamento di questo impianto. E ogni volta emergono nuovi elementi che confermano quanto questa vicenda sia tutt’altro che risolta. Oggi abbiamo avuto conferma di una situazione che pone questioni molto serie sulla tutela del patrimonio pubblico e sulle responsabilità dell’amministrazione».
Il Palaboxe ancora occupato: nuovo termine al 15 novembre
Nel corso della seduta è emerso che, con una nota del 30 ottobre, l’amministrazione ha respinto un’ulteriore richiesta di proroga avanzata dall’associazione, intimando tuttavia il rilascio dell’immobile entro il prossimo 15 novembre.
«Il Consiglio di Stato ha sospeso l’aggiudicazione e lo stesso Comune, nei propri atti, ha sostenuto che fosse necessario riportare l’impianto nella piena disponibilità pubblica. Aveva prima intimato il rilascio, poi concesso una proroga fino al 30 settembre, definendolo un termine ultimo. Quel termine è scaduto senza che la struttura venisse riconsegnata. Adesso apprendiamo che, pur respingendo una nuova proroga, il Comune ha fissato un’altra scadenza al 15 novembre. Nei fatti, si sta consentendo un ulteriore differimento della riconsegna», osserva Campagna.
«Il punto è semplice: allo stato, dopo la sospensione dell’aggiudicazione, non risulta un valido titolo che legittimi la permanenza dell’attuale gestore nell’impianto. Non lo sostengo soltanto io: è la stessa amministrazione ad aver richiamato questa situazione nei propri provvedimenti, intimando il rilascio. E allora perché non si riesce a dare seguito a quegli atti?».
Quasi 140mila euro di posizione debitoria. Il Comune non ha incassato nulla
Uno degli elementi più rilevanti emersi durante la risposta all’interrogazione riguarda la quantificazione delle somme che il Comune ritiene dovute dall’attuale gestore.
Ai 121.580,50 euro già accertati dall’ente per il periodo 2016-2025 si aggiungono quasi 8mila euro di indennità quantificate per il periodo dal 1° settembre 2025 al 3 maggio 2026 e quasi 10mila euro per il periodo dal 4 maggio al 28 ottobre 2026. Complessivamente, secondo quanto riferito in aula, la posizione economica contestata dal Comune raggiunge circa 139mila euro.
«Il dato più grave è che l’assessore ha ammesso che, a oggi, il Comune non ha incassato nulla. Neppure dopo l’aggiudicazione della gara, quando il verbale di consegna in via d’urgenza poneva a carico dell’aggiudicatario gli obblighi economici connessi alla gestione dell’impianto. Siamo di fronte a somme rilevanti per le casse comunali, che continuano ad accumularsi senza che l’ente riesca a recuperarle», sottolinea Campagna.
«Qui non stiamo parlando di una controversia privata, ma di un bene pubblico e di risorse che appartengono alla collettività. L’amministrazione ha il dovere di spiegare quali iniziative concrete abbia intrapreso per recuperare le somme accertate e tutelare il patrimonio comunale».
Una vicenda problematica fin dall’origine: il regolamento comunale e la consegna d’urgenza
Campagna è tornata anche sulle criticità della procedura di affidamento, già sollevate nelle precedenti interrogazioni.
«Questa vicenda presenta problemi fin dall’origine. Il Comune ha aggiudicato la concessione a un soggetto nei confronti del quale aveva già accertato una rilevante posizione debitoria. Eppure, l’articolo 29 del regolamento comunale per la gestione degli impianti sportivi, approvato dal Consiglio nel 2018, prevede espressamente che le concessioni non siano rilasciate a soggetti morosi nel pagamento dei canoni o delle tariffe. È una contraddizione sulla quale continuiamo a chiedere spiegazioni».
La consigliera ha inoltre ricordato che, in successive procedure, come quella per l’affidamento dello stadio, l’amministrazione ha previsto espressamente clausole relative all’assenza di morosità.
«È significativo che per le gare successive si sia sentita l’esigenza di precisare una condizione che il regolamento comunale già contempla. Ma allora perché nel caso del Palaboxe non è stata affrontata adeguatamente fin dall’inizio?».
Resta inoltre aperta la questione della consegna in via d’urgenza dell’impianto, effettuata il 4 maggio 2026, successivamente alla notificazione del ricorso contro l’aggiudicazione.
«Ho chiesto nuovamente quale fosse l’urgenza di consegnare formalmente un impianto a un’associazione che già lo utilizzava da oltre vent’anni. Il verbale richiama esigenze di continuità sportiva e custodia della struttura, ma resta da capire quali necessità concrete imponessero di procedere in quel momento, con un contenzioso già avviato. Una scelta che merita spiegazioni ancora più puntuali alla luce di quanto è accaduto successivamente».
Il futuro della gara: perché ipotizzare di rifarla anziché valutare lo scorrimento della graduatoria?
Un ulteriore elemento emerso in Consiglio riguarda le prospettive della procedura di affidamento. L’assessore Chiarato ha riferito che l’amministrazione sta valutando la possibilità di procedere a una nuova gara qualora il TAR dovesse accogliere il ricorso contro l’aggiudicazione.
«Anche questo è un passaggio che merita un approfondimento. Se il giudice dovesse ritenere illegittima l’aggiudicazione al primo classificato, perché l’amministrazione ipotizza di ripartire da zero anziché valutare lo scorrimento della graduatoria? Naturalmente tutto dipenderà dal contenuto della sentenza e dai vizi eventualmente accertati, ma è necessario comprendere quali siano le ragioni giuridiche e amministrative di questa ipotesi. Non possiamo permetterci ulteriori mesi di incertezza senza una spiegazione chiara».
«Nessuna battaglia contro la Boxe Latina. Le regole servono a garantire lo sport a tutti»
Campagna respinge infine la rappresentazione della vicenda come una contrapposizione nei confronti della Boxe Latina e dei ragazzi che frequentano la struttura.
«Voglio ribadirlo ancora una volta: non ho nulla contro la Boxe Latina. Ne riconosco la storia, i risultati sportivi, il lavoro educativo e sociale svolto in tanti anni di attività. Ma il valore di un’associazione, per quanto importante, non può costituire di per sé un diritto a gestire per sempre un impianto pubblico, indipendentemente dalle procedure e dalle regole che valgono per tutti».
«Qualcuno vorrebbe far passare chi chiede trasparenza come chi vuole sfrattare i ragazzi. È una rappresentazione che respingo. Il nostro obiettivo è esattamente il contrario: garantire a tutti i ragazzi e a tutte le ragazze della città la possibilità di praticare sport, valorizzando le associazioni e assicurando criteri equi nell’utilizzo degli impianti comunali. Le regole non sono contro lo sport. Sono ciò che permette a tutti di avere le stesse opportunità».
«Attendiamo il 15 novembre. E poi?»
La consigliera conclude richiamando la prossima scadenza e l’udienza di merito davanti al TAR, fissata per l’11 novembre.
«Adesso attendiamo il 15 novembre. Ma la domanda è inevitabile: che cosa accadrà se anche questa scadenza non verrà rispettata? Quale ulteriore motivazione troverà l’amministrazione per rinviare la riconsegna? Il rischio è che, dopo l’udienza dell’11 novembre, si decida ancora una volta di attendere la pubblicazione della sentenza, prolungando ulteriormente una situazione già incerta».
«Saranno trascorsi oltre sette mesi dall’aggiudicazione di aprile. Sette mesi di ricorsi, provvedimenti, proroghe e mancati incassi, mentre il futuro dell’impianto rimane sospeso. Un tempo che la città sta perdendo e che avrebbe dovuto essere impiegato per garantire una gestione stabile, trasparente e pienamente legittima della struttura».
«Continueremo a chiedere risposte precise, in particolare se siano state formalmente contestate le mancate riconsegne e quali iniziative siano state adottate per il recupero dell’impianto e delle somme dovute».
«Il Palaboxe appartiene alla città, non a una singola associazione e neppure all’amministrazione di turno. Difendere lo sport significa anche difendere il patrimonio pubblico, la trasparenza e il rispetto delle regole. Ed è esattamente quello che continueremo a fare».










