Più vicini ai cittadini, soprattutto nei momenti di maggiore fragilità. È questo il cuore del Protocollo d’intesa triennale siglato questa mattina nella sede nazionale dell’Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) con la Fondazione Ant (Associazione Nazionale Tumori). Un accordo strategico che punta a rivoluzionare il welfare di prossimità, scommettendo su tre pilastri: prevenzione oncologica, assistenza domiciliare e sostegno alle fasce più deboli.
A firmare il documento sono stati la sindaca di Latina e delegata Anci al Welfare, Matilde Celentano, e il presidente di ANT Campania e Basilicata, Antonio Imbrogno, in rappresentanza della presidente nazionale Raffaella Pannuti.
L’intesa vuole stringere un legame sempre più forte tra i Comuni italiani e il Terzo Settore. Nello specifico, il piano triennale prevede:
– Assistenza domiciliare: Diffusione di buone pratiche per curare i pazienti oncologici direttamente a casa, evitando il ricovero ospedaliero quando possibile.
– Prevenzione e stili di vita: Campagne di sensibilizzazione sul territorio per promuovere la salute e la prevenzione dei tumori.
– Formazione: Momenti di confronto e corsi per gli amministratori locali, per aiutarli a sviluppare modelli di welfare innovativi nei propri Comuni.
“I Comuni sono la prima linea dello Stato, il punto di contatto più vicino ai bisogni dei cittadini. Le risposte a fragilità complesse non possono trovare spazio solo nelle corsie degli ospedali, ma devono svilupparsi lì dove le persone vivono: nelle loro case. Curare a domicilio significa non solo migliorare la qualità della vita del paziente oncologico, ma anche sostenere il caregiver familiare, figura fondamentale e spesso invisibile”, ha dichiato Matilde Celentano, Delegata Anci al Welfare e Sindaca di Latina.
“Con Anci condividiamo non solo una presenza quotidiana al fianco dei cittadini più fragili, ma anche la volontà di rendere pienamente sostenibili le attività di sostegno al welfare sanitario e sociale delle quali ci occupiamo da quasi cinquant’anni”.
— Raffaella Pannuti, Presidente Fondazione Ant (in una nota)
L’accordo segna così un passo avanti concreto per applicare il principio di sussidiarietà previsto dalla Costituzione, portando la sanità e il supporto sociale direttamente tra le mura domestiche delle famiglie italiane.









