Acqua staccata a una famiglia fragile, il Tribunale ordina il ripristino

Il Tribunale Ordinario di Latina ha accolto integralmente il ricorso cautelare d’urgenza presentato da una cittadina del capoluogo, assistita dal Codacons Latina attraverso l’avvocato Riccardo Benedetti, ordinando al gestore del servizio idrico il ripristino immediato e completo della fornitura d’acqua.

L’ordinanza, depositata il 26 luglio 2026, ha confermato il precedente decreto emesso inaudita altera parte, riconoscendo le ragioni della ricorrente e disponendo la riattivazione del servizio dopo oltre un mese di interruzione. La vicenda nasce dal distacco totale dell’acqua effettuato dal gestore a seguito di una presunta morosità relativa a fatture non saldate. Il nucleo familiare interessato, però, secondo quanto rappresentato nel ricorso, si trova in una condizione di grave vulnerabilità economico-sociale, con un valore ISEE compatibile con l’accesso al bonus sociale idrico, e presenta al suo interno persone affette da patologie croniche invalidanti e disabilità grave ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 104/1992.

Nonostante la comunicazione delle condizioni di fragilità, il gestore aveva proceduto alla sospensione completa della fornitura, arrivando ad apporre i sigilli al contatore e lasciando l’abitazione priva di acqua corrente per diverse settimane. Secondo il Tribunale, tale intervento avrebbe violato la disciplina prevista per gli utenti vulnerabili. Il giudice ha infatti riconosciuto che la titolare dell’utenza rientrava nella categoria degli utenti “non disalimentabili”, prevista dalla regolamentazione ARERA (Delibera 311/2019/R/IDR – REMSI), nei cui confronti è vietata la sospensione integrale del servizio.

L’ordinanza ha inoltre evidenziato la prevalenza dei diritti fondamentali della persona rispetto alle esigenze di recupero del credito. La sospensione prolungata dell’erogazione idrica, secondo il provvedimento, avrebbe inciso in maniera grave sui diritti costituzionali alla salute e alla dignità umana, tutelati dagli articoli 2 e 32 della Costituzione. Un ulteriore elemento valutato dal giudice riguarda la prescrizione delle somme richieste dal gestore.

Nel ricorso, il Codacons aveva evidenziato come gran parte della pretesa creditoria fosse riferita a fatture molto risalenti nel tempo, per le quali sarebbe intervenuta la prescrizione breve prevista dalla normativa, rendendo illegittima la richiesta economica avanzata.
Il Tribunale di Latina ha infine disposto la condanna del gestore idrico alla rifusione integrale delle spese del procedimento cautelare, in applicazione del principio di soccombenza.

Per il Codacons Latina, il provvedimento rappresenta un importante precedente nella tutela delle famiglie in condizioni di fragilità e ribadisce il principio secondo cui l’accesso all’acqua, quale servizio essenziale, non può essere compromesso quando sono coinvolti soggetti vulnerabili.