Ha presentato ricorso al Tribunale del Riesame Alessandro Agresti, arrestato nei giorni scorsi nell’ambito dell’inchiesta su presunti episodi di autoriciclaggio legati al commercio di supercar. I suoi legali hanno impugnato l’ordinanza di custodia cautelare chiedendone l’annullamento per la presunta assenza di gravi indizi di colpevolezza.
Il provvedimento era stato disposto dal gip Barbara Cortegiano su richiesta del pm Giuseppe Miliano: carcere per Agresti, domiciliari per la compagna e un collaboratore, obbligo di firma per il padre. Oltre all’autoriciclaggio, viene contestato anche il trasferimento fraudolento di valori.
Secondo l’ordinanza, il tenore di vita dell’imprenditore – caratterizzato da beni di lusso – sarebbe risultato incompatibile con i redditi dichiarati. L’indagine dei Carabinieri del Nucleo Investigativo, coordinata dal tenente colonnello Antonio De Lise, avrebbe ricostruito un sistema di schermature societarie e passaggi di ricchezza ritenuti funzionali a occultare la reale provenienza dei capitali.
Disposto anche il sequestro di un patrimonio stimato in circa 9 milioni di euro, ritenendo Agresti il regista dell’operazione. Ora la decisione spetta al Tribunale del Riesame.









