Aprilia: cosche Alvaro e Gallace, soldi sporchi investiti nei kartodromi

Estorsione e tentata estorsione, autoriciclaggio, con l’aggravante del metodo mafioso, e detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti. Sono i reati contestati ai tre soggetti arrestati dai carabinieri tra Aprilia e Ferrara, tra cui tra cui ne figura uno che, radicato sul litorale pontino ma di origine calabrese, risulta storicamente vicino alla “cosca Alvaro” di Sinopoli  e alla “cosca Gallace” di Guardavalle, che opera sul litorale romano. Eseguiti anche diversi sequestri, tra cui due kartodromi, ad Aprilia e Ferrara, riconducibili ai tre indagati, di cui due sono finiti in carcere e uno agli arresti domiciliari.

Forte  presenza di ‘ndrangheta emersa dall’attività condotta dal Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Latina e i comandi dell’Arma territoriali, eseguendo un’ordinanza di applicazione di misura cautelare, personale e reale, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Roma, su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia capitolina

Il sequestro di beni aziendali relativi a due Associazioni sportive dilettantistiche, che gestiscono due kartodromi ad Aprilia e Ferrara, e i conti correnti dei proprietari, ammonta 2.000.000 di euro. Perquisizioni nei confronti di ulteriori 17 indagati in altre regioni italiani.

Le indagini

L’indagine trae origine dalla presentazione di una denuncia per tentata estorsione,  perpetrato da due degli arrestati al proprietario di una pista di kart a Latina: pressioni finalizzate a ottenere la cogestione dell’ impianto sportivo, con l’ulteriore pretesa di imporre l’utilizzo di una specifica marca di kart e minimoto, avvalendosi della forza intimidatrice derivante dalla contiguità alla ’ndrangheta.

È stata inoltre documentata un’estorsione perpetrata da quattro indagati, tra cui uno dei tre arrestati, per far desistere un uomo dal portare avanti la causa lavorativa contro la ditta da cui dipendeva. In tale contesto la vittima è stata percossa e minacciata.

La droga

Parallelamente, l’inchiesta ha consentito di documentare il coinvolgimento di tutti e tre i soggetti arrestati in un’assidua attività di spaccio di sostanze stupefacenti, con base logistica in Aprilia, presso il kartodromo da loro gestito, centro nevralgico dello smercio dello stupefacente, prevalentemente di cocaina. L’aspetto di maggiore rilievo, conseguentemente emerso nel corso delle indagini, riguarda la destinazione dei profitti illeciti derivanti dal narcotraffico.

È stato, infatti, riscontrato che parte del denaro provento dello smercio è stato sistematicamente reimmesso nel circuito economico legale. Nello specifico, il ricavato di tale attività illecita è stato impiegato per finanziare e sviluppare le attività connesse alla gestione di due piste di kart ad Acerra e Ferrara, attraverso due Associazioni sportive dilettantistiche. Nel caso specifico è bastata la forza intimidatoria della “cosca Gallace”.