Autostrada Roma-Latina, il Pd pontino chiede a Zingaretti di adoperarsi per la nuova aggiudicazione dell’opera

I primi interventi dell'Anas di inizio febbraio 2019 sulla Pontina

“Caro presidente, noi non rinunceremo mai all’autostrada Roma-Latina e alla bretella Cisterna-Valmontone”. Lo stimolo affinché Nicola Zingaretti, governatore del Lazio e candidato alle primarie nazionali del Pd in scena il prossimo 3 marzo, riprenda in mano le redini del percorso necessario alla realizzazione dell’infrastruttura arriva dal Partito democratico della provincia di Latina. Il segretario pontino Claudio Moscardelli e i due consiglieri regionali dem, eletti in provincia di Latina, Salvatore La Penna ed Enrico Forte, ieri, attraverso una nota indirizzata a Zingaretti, hanno scritto che autostrada e bretella Valmontone (comprese le opere compensative per Latina come la nuova tangenziale e il rafforzamento del collegamento Borgo Piave – Foce Verde) rappresentano per il territorio pontino molto più che un’importante infrastruttura per la mobilità delle persone e delle imprese.

“Rappresenta l’uscita dall’isolamento della parte nord della provincia in cui insiste la maggior parte del tessuto industriale e il primo Polo Chimico Farmaceutico d’Italia – si legge nella missiva -: non dovremo più passare attraverso il nodo scorsoio del Grande Raccordo Anulare per accedere all’A1, all’unico corridoio europeo esistente per il collegamento con l’Italia e con il nord Europa. Nell’area compresa tra Aprilia, Cisterna e Latina vi sono molte aziende agricole del comparto ortofrutticolo e floricolo di grande valenza, è l’area della zona leader a livello mondiale di produzione del kiwi. Insiste una realtà industriale del comparto meccanico e meccanico aeronautico di importanza primaria. L’assenza di infrastrutture adeguate di collegamento rischia di mettere in ginocchio la nostra economia”. E ancora: “Si susseguono gli appelli delle associazioni rappresentanti il mondo produttivo e dei sindacati in provincia di Latina. Dopo tanti anni di impegno siamo stati ad un passo dal veder aperti i cantieri della più grande infrastruttura del Lazio degli ultimi 40 anni: 2,8 miliardi di euro di investimenti, gara d’appalto espletata ed aggiudicata, redazione del progetto esecutivo ed apertura dei cantieri pronta. E’ stata una battaglia lunga ed estenuante, dalla conferenza di servizi del luglio 2006 in cui fu approvato il tracciato che poi è andato in gara d’appalto, ossia l’allargamento della Pontina attuale per consumare il minor territorio possibile. Il Pd si è sempre speso con impegno totale e con determinazione e vuole essere al fianco delle imprese e dei sindacati nel sostenere la mobilitazione dei cittadini in favore della realizzazione di quest’opera, un’opera per lo sviluppo e per il lavoro. La sua mancata realizzazione minerebbe il futuro del nostro sistema industriale e la perdita di decine di migliaia di posti di lavoro”.

“Non rinunceremo a questa opera”, scrivono a chiare lettere gli esponenti dem della provincia di Latina, Moscardelli, La Penna e Forte. “Tu, caro presidente – gli ricordano -, sei stato protagonista decisivo nel sostenere la realizzazione dell’infrastruttura anche quando in molti hanno tentato di cancellarla. Ti sei speso senza tentennamenti e così abbiamo potuto sperare di vedere realizzata un’aspirazione ultradecennale della nostra comunità”.

A questo punto Moscardelli, La Penna e Forte ripercorrono la vicenda del Consiglio di Stato. Temendo probabilmente che Zingaretti l’abbia dimenticata?  Beh, ad ogni modo “repetita iuvant”: “E’ intervenuta la sentenza del Consiglio di Stato di alcuni mesi fa – si legge nella missiva dem indirizzata al presidente Zingaretti – abbattendosi in modo pesante su un obiettivo che sembrava raggiunto. Tuttavia, non vogliamo demordere e abbiamo apprezzato la Tua immediata reazione di impegno a sostegno dell’opera. Occorre però fare passi in avanti (ed è questo il punto del pressing pontino, ndr). La pubblicazione della sentenza del Consiglio di Stato deve motivarci a proseguire per non vanificare la realizzazione dell’opera. In sintesi, il Consiglio di Stato ha annullato solo parzialmente gli atti di gara, stabilendo di rinnovare la procedura di gara a partire dall’eliminazione del segmento illegittimo, ossia della formula matematica contenuta nella lettera di invito che va modificata con riferimento alla valutazione delle offerte relativamente all’utilizzo del contributo pubblico. Peraltro, il Consiglio di Stato per annullare la sentenza del Tar si è avvalso dell’opera di un verificatore (ctu) le cui conclusioni sono state poi recepite in sentenza. Inoltre, il Consiglio di Stato ha potuto annullare anche la lettera di invito in parte qua perché la procedura ricadeva sotto l’egida del D.lgs. 163/06 e la lesività della clausola si è rivelata a seguito dell’attribuzione del punteggio tecnico da parte della Commissione”.

In conclusione, per Moscardelli, La Penna e Forte, la gara d’appalto non è stata travolta, è in piedi e, pertanto, chiedono a Zingaretti di adoperarsi con tutte le sue forze “perché la gara d’appalto riprenda e perché si aggiudichi nuovamente l’opera pubblica”.

I tre informano che il Partito democratico sta sensibilizzando la popolazione per attivare iniziative popolari di sostegno alla realizzazione dell’infrastruttura. “Stiamo anche conducendo – aggiungono nella missiva rivolta a Zingaretti – un confronto con le comunità locali attraverso assemblee comprensoriali per proporre alla Regione l’incarico progettuale per il collegamento del centro sud della provincia e con l’A1, capace di connettere il territorio e di dare sviluppo ad infrastrutture produttive come il Mof di Fondi e il porto di Gaeta”.

“Certi della Tua volontà di realizzazione l’Autostrada Roma- Latina nei tre lotti in gara – concludono -, attendiamo la ripresa dei lavori di aggiudicazione della gara d’appalto”. Insomma, tra buoni intenditori poche parole. A Zingaretti, che punta alla leadership nazionale del Partito democratico, arriva una richiesta chiara e determinata (sopra-stimando in un certo qual modo anche le competenze di Zingaretti sull’argomento) dal partito rappresentato in provincia che va a collidere con le idee dei nuovi supporter del presidente, frutto delle aperture extra Pd, a cui l’autostrada Roma-Latina non piace più di tanto.

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