Un grido d’allarme che sa di rassegnazione e rabbia quello che arriva da Borgo Sabotino. Al centro della polemica c’è lo stato di abbandono in cui versa la casa di quartiere, un tempo fulcro della vita sociale della zona e oggi ridotta a simbolo di incuria. A sollevare il caso è l’associazione Borgo Sabotino 2.0, guidata dal presidente Sinuè Basciu, che punta il dito contro l’immobilismo della politica locale.
Secondo quanto denunciato dall’associazione, la struttura, che fino a tre anni fa ospitava iniziative e progetti per il territorio, è oggi preda di vandali e rifiuti. Un’area che dovrebbe essere sicura per le famiglie e invece si presenta come un pericolo per i più piccoli.
Il presidente Basciu non usa giri di parole nella nota diffusa alla stampa:
«È una vergogna senza fine! Là dove sino a 3 anni fa si facevano tante iniziative a scopo sociale oggi c’è solo degrado e rifiuti: fa tristezza vedere i bimbi giocare tra cocci rotti, rifiuti, etc. Non si contano anche gli atti vandalici, una struttura che doveva essere un fiore all occhiello per la comunità. 3 anni fa il fuori tutti da parte del commissario prefettizio e poi? Il nulla!»
L’attacco dell’associazione coinvolge le ultime amministrazioni, accusate di aver ignorato sistematicamente le proposte presentate dai cittadini e dalle realtà associative locali. Il timore espresso è che dietro il silenzio delle istituzioni si celino logiche di opportunità politica piuttosto che il bene comune.
«Da Coletta al commissario e alla Celentano, nessuno sembra avere interesse, nessuno ascolta o prende in considerazione le nostre richieste e i nostri progetti: incapacità o blocco politico? Non mi sorprenderebbe se la causa del silenzio fosse proprio quella di non fare torti a politici locali, altrimenti non si spiega questa indifferenza. Ancor di più perché leggiamo tanti proclami fatti solo di facciata e propaganda: eh già! Perché fare il tour dei Borghi o pubblicizzare gli incontri con i cittadini (dx e sx) non portano a nulla se poi non si agisce: il tempo delle promesse è finito, la pazienza richiesta è ormai esaurita, è finita la speranza che si riponeva verso persone che parlano di progetti di inclusione…»
La chiusura della Casa di Quartiere non colpisce solo l’estetica del Borgo, ma priva i giovani e le categorie più fragili, come i ragazzi disabili o affetti da autismo, di uno spazio fondamentale per la crescita e il confronto.
«La verità è che nessuno si interessa all’inclusione, o meglio: ci si riempie la bocca per farsi belli ma non basta, non basta più! Ne prendiamo atto, noi come le altre associazioni che ci girano intorno… Associazioni per ragazzi disabili, associazioni per autistici. I ragazzi delle scuole non hanno un luogo dove potersi confrontarsi e fare attività sportive e didattiche… A Latina sono finiti i Sindaci che ascoltano davvero la cittadinanza, a Latina sono finiti i Sindaci!».









