Bombe e incendi, la strategia del terrore punita dal decreto Caivano

Non ha precedenti a Latina la strategia del terrore per ottenere consensi e affermare la leadership nella piazza.  Atteggiamenti autoritari, che hanno dato fastidio a chi il potere criminale lo gestiva da vecchia data.  È nel confronto generazionale, che va inquadrata la guerra per il controllo dello spaccio di droga, il business che ha accelerato i tempi di crescita dei quattro destinatari di ordinare di custodia cautelare, che hanno tra i 20 e i 26 anni. Figli di una città che hanno spaventato. Nelle more del provvedimento restrittivo odierno, è stato importante “iniziare” ad arrestare questi soggetti per altri reati, ovviamente connessi e commessi nei momenti precedenti, contemporanei e successivi alle bombe e agli incendi.

Tre dei quattro erano già detenuti grazie al lavoro di carabinieri e polizia di stato, coordinato dal pool di magistrati creato ad hoc in Procura. La novità in questa indagine dall’esito parziale, perché individua i responsabili di tre degli episodi verificatisi tra settembre e novembre, è l’accusa prevista dall’art. 421-bis del Codice Penale, che punisce chi spara in pubblico o fa esplodere ordigni per incutere timore, disordine o attentare alla sicurezza pubblica. Articolo nato con il decreto Caivano. Accostamento non indifferente…