Borgo Piave, ordine definitivo di demolizione per il palazzo di Malvaso

Dovrà essere abbattuto l’edificio realizzato a Borgo Piave dall’imprenditore Vincenzo Malvaso. Lo ha disposto in via definitiva l’autorità giudiziaria al termine di un lungo iter processuale iniziato anni fa, con una sentenza del Tribunale di Latina del 2017 e confermata successivamente dalla Corte d’Appello di Roma.

L’ordine di demolizione, notificato nei giorni scorsi, impone il ripristino dello stato dei luoghi entro sessanta giorni. Il provvedimento nasce dal primo procedimento penale legato alle irregolarità urbanistiche accertate sull’immobile e non è collegato all’inchiesta più recente, avviata dopo la ripresa dei lavori sul cantiere e culminata con un nuovo sequestro nel marzo 2024. Proprio la decisione dei giudici rafforza, infatti, l’illegittimità della riapertura dei lavori.

L’ingiunzione è stata recapitata a Malvaso in qualità di amministratore unico della società proprietaria dell’area, la Piave Costruzioni srl, su disposizione dell’Ufficio esecuzioni penali della Procura generale presso la Corte d’Appello capitolina. Alla base della vicenda c’è un’inchiesta avviata nel 2013 che aveva messo in luce un aumento di volumetria ottenuto in modo irregolare, attraverso atti amministrativi poi ritenuti viziati.

Le indagini avevano coinvolto anche figure tecniche e amministrative, in relazione alla modifica del piano urbanistico del borgo, successivamente annullata. Sebbene nel frattempo il reato di abuso d’ufficio sia stato cancellato, è rimasta la responsabilità per le violazioni edilizie, per le quali Malvaso è stato condannato.

In primo grado, con rito abbreviato, l’imprenditore era stato condannato a un anno e otto mesi di reclusione, oltre alla demolizione del fabbricato – composto da oltre venti appartamenti e un locale commerciale. In appello la pena è stata ridotta a sei mesi, con sospensione, ma è stata confermata la necessità di abbattere l’opera.

La sentenza è diventata definitiva lo scorso febbraio, dopo la mancata impugnazione in  Cassazione. Da qui il via libera all’esecuzione dell’ordine di demolizione, che potrà essere attuato una volta completato il dissequestro nell’ambito dell’ultimo procedimento.

Se il termine non verrà rispettato, sarà l’autorità giudiziaria a intervenire direttamente, con costi a carico del proprietario. In quel caso, l’area passerebbe al patrimonio del Comune.