Cisterna, favorivano pratiche edilizie in cambio di mazzette

Ieri gli interrogatori preventivi al Tribunale di Latina

Politica, uffici comunali e affari privati. Ruota attorno a queste tre cose la nuova bufera giudiziaria che ieri ha colpito la città di Cisterna. Un’indagine per presunta corruzione, che ha messo gli occhi sul settore comunale dell’Urbanistica, con la Procura di Latina che ha chiesto gli arresti domiciliari per sei persone tra amministratori pubblici, funzionari e imprenditori, accusati a vario titolo di aver favorito pratiche edilizie in cambio di denaro.

Tra i principali indagati c’è Renio Monti, consigliere comunale eletto nella lista civica Conosco Cisterna e consigliere provinciale per il Partito Democratico. Coinvolto anche suo padre, l’architetto Domenico Monti. La richiesta di domiciliari riguarda inoltre Luca De Vincenti, dirigente comunale all’Urbanistica e ai Lavori Pubblici, e gli imprenditori Gabriele Califano e David D’Ercole. Due funzionari comunali risultano indagati nell’ambito dello stesso procedimento. Secondo la ricostruzione della Procura, l’inchiesta segue due filoni distinti ma collegati dal presunto scambio tra favori amministrativi e denaro.

Il primo riguarda un progetto commerciale da realizzare in città. Gli investigatori ipotizzano che funzionari comunali e professionisti abbiano indirizzato un imprenditore verso uno studio tecnico specifico, garantendo in cambio di somme di denaro, il via libera amministrativo a un intervento edilizio. La cifra contestata supera i 70 mila euro, in parte già corrisposta attraverso pagamenti formalmente giustificati come compensi professionali.

Il secondo filone ruota attorno all’ampliamento di un sito produttivo. In questo caso, secondo l’accusa, sarebbero stati versati 40 mila euro per accelerare e assicurare l’approvazione delle pratiche urbanistiche. Gli inquirenti contestano anche presunte omissioni nei controlli tecnici che avrebbero agevolato l’iter autorizzativo.

Ieri si sono svolti gli interrogatori preventivi davanti al giudice per le indagini preliminari, che dovrà ora decidere se accogliere le richieste di arresti domiciliari. I fatti contestati risalgono al periodo tra il 2022 e il 2023.