Cisterna, revocati i domiciliari a Renio Monti: resta l’interdizione dalla profesione

Importante sviluppo nell’inchiesta sulla presunta corruzione che coinvolge politica locale e imprenditoria a Cisterna. Il Tribunale del Riesame di Roma ha infatti deciso di revocare gli arresti domiciliari nei confronti di Renio Monti, ex consigliere comunale della città, indagato nell’ambito dell’indagine coordinata dalla Procura di Latina.

La decisione dei giudici capitolini interviene dopo la misura cautelare disposta dal gip del Tribunale di Latina, Barbara Cortegiano, su richiesta dei magistrati inquirenti pontini. Pur disponendo la revoca dei domiciliari, il Riesame ha stabilito nei confronti di Monti l’interdizione dall’esercizio della professione di architetto per la durata di un anno, ritenendo comunque necessario applicare una misura restrittiva proporzionata alle contestazioni mosse dagli investigatori.

Restano invece in vigore gli obblighi di firma per Domenico Monti, padre dell’ex consigliere, anche lui coinvolto nell’indagine.

L’inchiesta, condotta dalla Guardia di Finanza di Latina, ruota attorno a una presunta promessa di denaro avanzata dall’imprenditore D’Ercole. Secondo l’ipotesi accusatoria, la somma complessiva pattuita sarebbe stata pari a 75mila euro, dei quali 20mila effettivamente versati, formalmente come compenso professionale. Per la Procura, tuttavia, il pagamento sarebbe stato finalizzato a favorire l’approvazione di pratiche urbanistiche e progetti edilizi sfruttando sia il ruolo pubblico ricoperto da Renio Monti sia le competenze tecniche del padre.

Nei confronti dell’imprenditore, il giudice per le indagini preliminari aveva invece rigettato la richiesta di applicazione di misure cautelari.

Il ricorso presentato al Riesame dagli avvocati Caterina Suppa e Aldo Pomponi, discusso nei giorni scorsi a Roma, ha dunque portato a un alleggerimento del quadro cautelare, pur lasciando in piedi alcuni vincoli ritenuti necessari per garantire il corretto proseguimento dell’indagine.

L’inchiesta prosegue ora negli uffici della Procura di Latina, mentre la vicenda continua ad alimentare il dibattito politico e istituzionale a Cisterna, dove proprio oggi è in programma una nuova seduta del Consiglio comunale.