Coletta, le “scelte impopolari” e le risposte da dare alla città

Coletta

Una scelta impopolare, questo sembra il sunto del discorso del sindaco Coletta di ieri rivolto ai cittadini, fatta perché l’amministrazione ha guardato, a quanto dice, a risultati di lungo periodo. Forse un centinaio, forse di più, i residenti che hanno scelto di sfidare il caldo afoso per andare a sentire il primo cittadino al termine dei 3 anni di mandato nei giardini del palazzo comunale.

L’incontro sembra più un comizio, con il sindaco che si infervora e alza la voce e fa bene. Perché a quanto pare siamo già in campagna elettorale. La minoranza soltanto qualche giorno fa ha minacciato la sfiducia, anche se poi il Partito democratico non ha accettato di dare man forte alla destra.

Coletta non ci sta, ieri pomeriggio ha voluto ribadire tutto quello che è stato fatto in questi tre anni. Tutto il lavoro portato avanti, ha cercato di far capire come dalle macerie è stato faticoso, ma la città si è rialzata. Ha cercato di far capire che il taglio dell’erba e il rifacimento delle strade non è sufficiente a giudicare una città. Anche se comunque è importante e ad un certo punto andrà fatto.

Però risultati già cominciano a vedersi, di esempi il sindaco non ne ha portati pochi. E se anche la navetta per Latina Scalo partirà ad ottobre, come ha annunciato, ce ne saranno anche altri. È soltanto un esempio, ma calzante. Perché finora nessuno ha mai pensato di aumentare le corse da e per la stazione dei treni? Perché finora non è mai stato possibile prevedere che gli autobus fossero legati agli orari dei convogli per permettere ai viaggiatori di raggiungere la città di Latina anche se il treno abbia fatto anche un minimo ritardo? Se sarà risolto questo problema senza progetti milionari che mai si sono realizzati e che hanno portato la magistratura ad intervenire e addirittura a sequestrare 3 milioni di euro a chi quel progetto lo aveva proposto e portato avanti perché avrebbero quanto meno “forzato” perché si realizzasse (ovviamente si parla della Metro leggera, per la mancata realizzazione della quale è stato chiesto un risarcimento al Comune di 30 milioni di euro), potremmo dire che è un buon modo di amministrare?

Chi va a Roma con il treno è costretto (quando può) a prendere comunque l’auto per raggiungere la stazione per evitare che il viaggio diventi un’Odissea. I genitori sono costretti ad accompagnare i figli che vanno all’università all’alba perché non ci sono mai stati mezzi adeguati.

Tanti errori sono stati fatti, i soldi persi per la Marina sono una macchia difficile da cancellare. Però forse la strada non è quella sbagliata, il primo cittadino ieri l’ha fatto ben capire. Qualcosa però deve cambiare, anche forse nella comunicazione. Dopo 3 anni la città attende delle risposte. Dovranno arrivare al più presto. Uno dei temi chiave è proprio l’urbanistica, punto dolente, su cui ieri alcuni cittadini hanno contestato le scelte fatte finora. Staremo a vedere.

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Silvia Colasanti
Giornalista pubblicista dal 2009 ha cominciato a scrivere nel 2005. Laureata in Scienze politiche, con un Master in Diritto europeo, ha lavorato per tre anni (tra le altre esperienze) nella redazione de Il Tempo Latina, poi come redattrice al Giornale di Latina. Si occupa essenzialmente di cronaca, in particolare di cronaca giudiziaria.