Comune di Latina, “congelate” le progressioni orizzontali

Il Comune di Latina

L’amministrazione comunale di Latina è alle prese con il “problema” delle progressioni economiche orizzontali: ora è tutto da rifare. Il Collegio dei revisori dei conti a cui si è rivolto Quirino Volpe, nuovo dirigente del servizio al Personale del Comune, sollevando dubbi sulla legittimità dell’accordo sottoscritto lo scorso anno ha confermato la criticità.

Per capire questa complessa vicenda occorre fare delle premesse.

Tutto ruota attorno all’accordo sottoscritto lo scorso anno, che ha generato determinate aspettative da parte dei dipendenti dell’ente, e dall’altra c’è la criticità sollevata nell’applicazione dello stesso da parte del servizio del Personale, che ha già messo sul piede di guerra le organizzazioni sindacali. Dove sta l’impiccio?

L’istituto delle progressioni economiche orizzontali consente, attraverso criteri di premialità, il riconoscimento di una maggiorazione economica dello stipendio a parità di mansioni. La legge prevede che possano beneficiare della progressione economica orizzontale una percentuale inferiore al 50% degli aventi diritto, in base ai criteri deliberati dalla giunta.

L’accordo sottoscritto lo scorso anno dalla delegazione trattante, presieduta dal segretario generale Rosa Iovinella, prevedeva che le progressioni economiche organizzative fossero riconosciute, a partire dal primo gennaio, all’80% dei dipendenti appartenenti alle categorie A, B e C e al 50% dei dipendenti appartenenti alla categorie D. In base allo stesso accordo si prevedeva una seconda selezione, a partire dal primo febbraio 2018, per il restante personale avente titolo.

Sul punto, ovvero sulle percentuali indicate e “quel restante personale avente titolo”, l’attuale dirigenza del servizio al Personale del Comune di Latina ha osservato una fragilità in termini di legittimità tanto da chiedere un consulto al Collegio dei revisori dei conti che oggi si apprende, attraverso una nota stampa del Comune, avergli dato ragione.

Il “verdetto” del Collegio dei revisori dei conti ha spinto oggi l’amministrazione comunale a fermare il tutto: “Oggi è interesse dell’Amministrazione evitare di proseguire una selezione che sarebbe invalida anche a parere degli organi tecnici consultati, dell’Ente e di controllo esterno. Questo a tutela sia della correttezza dell’azione amministrativa che della legittimità della progressione acquisita dal dipendente che non debba rischiare restituzioni o revoche successive”.

Da piazza del Popolo la giunta fa sapere che oggi avrebbe voluto spiegare il tutto ai sindacati, fornendo anche proposte, ma che non è stato possibile “perché non si sono presentati all’incontro”.

“L’Amministrazione – aggiunge la giunta – ribadisce la volontà di proseguire nel dialogo, animata dall’interesse di portare a compimento, per quanto consentito dalle norme, questo percorso di valorizzazione del personale interrotto dal 2006, evitando come già accaduto nel passato per errata applicazione degli Istituti contrattuali (comprese le Peo), di dover ripetere la brutta prassi del recupero delle erronee erogazioni, sia sul fondo della produttività che a carico dei dipendenti percettori”.

Ciò che emerge in queste ore è una sorta di scontro aperto tra tutte le parti interessate.

Il malcontento del personale è sostenuto dai sindacati che pretendono l’adempimento dell’accordo sottoscritto lo scorso anno.

L’amministrazione comunale, che dopo tre anni di burrascosi rapporti con i dipendenti dell’ente, volendo forse cambiare corso nella gestione del personale (ad inizio mese la lettera del sindaco ai dipendenti), tenta di ridurre il tutto ad una interpretazione tecnica pur costretta a tirare il freno a mano su un percorso già intrapreso.

In questa vicenda si assiste, infine, ad una dirigenza comunale che sottolinea con l’inchiostro rosso “errori” nell’accordo siglato dalla segreteria generale, sollevando dubbi di legittimità.

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