di Ivan Simeone
Chi opera quotidianamente al fianco delle piccole imprese, delle attività commerciali e dell’artigianato, è tristemente avvezzo ai report creditizi di turno che, da diversi anni, ci dicono come le piccole attività vengono penalizzate nell’accesso al credito a fronte di aperture verso le grandi imprese.
L’esperienza diretta dei nostri Sportelli di consulenza, come delle nostre attività professionali, rafforza –purtroppo- questo andamento non positivo e le criticità ci sono tutte.
Gli ultimi report sono dell’Ufficio Studi della CGIA di Mestre e dell’osservatorio CRIF sulle imprese che hanno fotografato la situazione del momento.
Il dato di sintesi è evidente e rispecchia l’esperienza del quotidiano. Prendendo i dati novembre 2024 e novembre 2025 si evince che il credito complessivo alle imprese è aumentato dello +0,8% contro una diminuzione delle imprese e attività con meno di 20 addetti totalizzando una riduzione complessiva di 5 miliardi di credito non erogato, pari ad un -5%.
Tenendo presente che questo segmento penalizzato si riferisce principalmente ad attività commerciali, artigiani, ditte individuali, partite IVA ed imprese familiari che complessivamente contano il 98% del totale delle aziende del Paese, si può ben comprendere il problema che ne scaturisce. Perché tutto questo? Semplicemente perché le piccole attività ed imprese vengono considerati soggetti a maggior rischio da parte delle Banche.
Se andiamo a leggere i dati del Lazio vediamo come vi è un aumento complessivo dei prestiti di +4,1 miliardi pari ad un +6,6%; dato positivo se si pensa che a livello nazionale la media è solo di un +0,8%.
Analizzando le province del Lazio ci accorgiamo come questo dato positivo è trainato da Roma con un +7,9% e da Viterbo con un +0,3%, a fronte dei dati negativi delle altre province. Latina ha totalizzato un -3,6%.
Secondo i dati rilevati, relativi alle imprese con meno 20 addetti, la situazione è ancora più critica con un -4% del Lazio e un -5,8% della provincia di Latina.
Ma perché le piccole attività vengono sempre costantemente penalizzate? Smuovono economia locale non indifferente, svolgono un ruolo sociale sui territori e producono quella “economia del quotidiano” che è essenziale per le nostre comunità cittadine ma poi, di contro, vengono sempre penalizzate; imprese familiari figli di un Dio minore.
Certamente sono realtà meno capitalizzate, più sottoposte a stress finanziari risentendo non poco degli andamenti di una economia domestica e familiare che oggi arranca, nonché di una concorrenza molto pressante.
Secondo CRIF è in aumento anche il tasso di default delle Società di Capitali che raggiunge oggi il 3,4% mentre rimane fermo quello delle piccole attività intorno al 3%.
Maggiormente penalizzate i settori merceologici legati al tessile e all’abbigliamento, contro un buon andamento del settore del turismo, tempo libero e somministrazione che hanno registrato un trend positivo per importi erogati.
Ora la domanda che ci poniamo sempre è: cosa fare? Le micro attività come devono muoversi? A chi rivolgersi?
Certamente bisogna agire su due, tre aspetti: prima di tutto cercare di ristrutturare finanziariamente le proprie piccole attività. Non possono più essere gestite come veniva fatto negli anni passati. Tutto deve essere tracciato e i bilanci/conti economici ben strutturati. Un buon consulente fa la differenza come essere seguiti da una Associazione di Categoria.
Secondo aspetto, quando bisogna chiedere un finanziamento, è predisporre attentamente la documentazione da presentare e un solido Business Plan e piano finanziario, ben dettagliato e certificato. Per ultimo rivolgersi a Banche di prossimità e del territorio, Banche convenzionate con le Associazioni di Categoria e al Microcredito. Un buon strumento sono i Confidi che possono operare con convenzioni bancarie ed offrire un servizio aggiuntivo di consulenza. Prima di “andare” in banca bisogna predisporre bene la documentazione da presentare.
Oggi alcune Istituzioni stanno cercando di venire in aiuto. Vedi le Camere di Commercio con Voucher dedicati e Bandi mirati. La stessa Regione Lazio sta mettendo in campo diversi strumenti di sostegno e di accompagnamento al credito ma bisogna guardare maggiormente le piccole attività che spesso sono scivolate, anche loro malgrado, nella gogna delle Centrali Rischi e sono escluse da tutti i supporti e interventi creditizi. Per queste realtà bisogna che la Regione –come più volte evidenziato- intervenga con Misure precise e dedicate.
Il piccolo imprenditore, il commerciante come l’artigiano, si confronti con i propri consulenti e con le proprie Associazioni di Categoria che possono avere uno strumento in più da mettere a disposizione.








