Desirée, i 4 indagati rinviati a giudizio: il processo nell’aula bunker

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Rinviati a giudizio i 4 stranieri accusati della morte di Desirée Mariottini, la 16enne di Cisterna trovata in un immobile abbandonato nel quartiere San Lorenzo a Roma. La ragazzina sarebbe stata drogata con un mix letale di droga e farmaci e violentata, poi lasciata morire.

Questa mattina si è conclusa l’udienza preliminare davanti al giudice di Roma, Clementina Forleo, che ha fissato l’inizio del processo per il 4 dicembre prossimo. Le udienze si terranno nell’aula bunker a Rebibbia, davanti la terza sessione della Corte d’Assise del tribunale della Capitale. Sul banco degli imputati siederanno il nigeriano Alinno Chima, il senegalese Mamadou Gara, detto Paco, il ghanese Yusef Salia, e l’altro senegalese, Brian Minthe.

L’udienza preliminare si chiude dopo un lungo incidente probatorio durante il quale erano stati sentiti tre testimoni chiave che avrebbero confermato che fu loro impedito di chiamare i soccorsi. Gli imputati sarebbero stati incastrati anche delle analisi delle tracce di dna trovate sul corpo della ragazza. Le accuse nei loro confronti sono omicidio aggravato, violenza sessuale di gruppo aggravata dalla minore età della vittima, cessione di sostanze stupefacenti ad un minore e omissione di soccorso. 

“Il nostro dolore non si potrà mai calmare. Nessuna sentenza ci restituirà mai la nostra Desirée”. Queste le parole a caldo della nonna materna della 16enne dopo il rinvio a giudizio.

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