Documenti falsificati per accedere al credito, i nomi degli arrestati nell’operazione Scarabeo

Individuavano persone che non potevano accedere al credito e falsificavano i documenti, per esempio modificando le buste paga, per far loro ottenere prestiti.

Nelle prime ore della mattinata odierna, 28 ottobre 2020, a Latina, Frosinone, Formia, Fondi e Nettuno, i carabinieri del nucleo investigativo di Latina hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal giudice del tribunale di Latina nei confronti di 13 persone – 6 in carcere e 7 agli arresti domiciliari.

Gli indagati sono accusati, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata, falsità materiale commessa da pubblico ufficiale, falsa attestazione della presenza in servizio del pubblico impiegato, autoriciclaggio, contraffazione di pubblici sigilli, sostituzione di persone, esercizio abusivo dell’attività finanziaria, rivelazione ed utilizzazione di segreti di ufficio, abuso d’ufficio, favoreggiamento e corruzione per l’esercizio della funzione.

La misura cautelare si basa sulle indagini dei militari  che, dal dicembre 2018 al giugno del 2019, mediante attività d’intercettazione telefoniche, ambientali, telematiche nonché riprese video, hanno portato alla luce un presunto sodalizio criminale composto da sei persone – fra i quali un dipendente della Procura della Repubblica di Latina e cinque operatori finanziari – dedito alla abusiva attività finanziaria e mediazione creditizia, nonché alla insolvenza fraudolenta e alla frode a società finanziarie.

Il gruppo avrebbe reclutato clienti esclusi dalla possibilità di accesso al circuito del credito per incapacità reddituale o per segnalazioni pregiudizievoli esistenti presso il sistema di informazione creditizio, fornendo loro consulenze personalizzate per l’individuazione dell’istituto di credito o dell’intermediario finanziario a cui indirizzare pratiche di finanziamento con modalità fraudolente. Questo era possibile mediante l’oscuramento dei dati pregiudizievoli e la contraffazione delle buste paga. Successivamente la documentazione predisposta veniva inoltrata dal gruppo alle società finanziarie.

In carcere sono così finiti Francesco Santangelo, dipendente del Ministero della Giustizia ed in servizio presso la Procura della Repubblica di Latina; Sergio Andrea Di Barbora, Marco Scarselletti, Giorgio Vidali, Marco Capoccetta e Giuseppe Cotugno. Ai domiciliari invece, Nicola Natalizi, Serena Capponi, Giovanna Villani, Claudia Muccitelli, Loredana Mattoni, Serenella Mura e Fortunato Capasso.