Ecoballe al porto di Gaeta, la Provincia autorizza. Allarme a cinque stelle

La Provincia di Latina ha autorizzato lo stoccaggio di 80mila tonnellate di ecoballe all’interno di alcuni capannoni dell’area portuale di Gaeta. I cinquestelle denunciano il fatto che soltanto due enti interessati al procedimento hanno espresso il loro parere, l’autorità portuale e l’Arpa, mentre tutti gli altri sono rimasti in silenzio, in primis il Comune.

Di seguito il video di realizzato da alcuni attivisti del meeetup Gaeta 5 Stelle.

Non possiamo diventare l'Hub dei rifiuti del Mar Tirreno, disse l'assessore di Civitavecchia quando il comune si oppose ad analoghe richieste… eppure a Gaeta…Stanno trasformando il porto commerciale di Gaeta in un deposito per ecoballe (80.000 tonnellate) e nessuno (comune, stampa etc etc) si sta ponendo il problema!Vergognoso a dir poco, di li a pochi passi un centro commerciale in via di costruzione, abitazioni ristoranti ed attività commerciali!Una città a vocazione turistica che accoglie i turisti con l'olezzo dei rifiuti…che capolavoro.Ad ogni modo noi andremo in fondo a questa storia e vi informeremo!

Pubblicato da Gaeta 5 stelle su Venerdì 13 settembre 2019

Della vicenda si è interessato anche il deputato pontino Raffaele Trano, del Movimento cinque stelle, il quale ha inviato una richiesta urgente di spiegazioni all’Autorità di Sistema. Nella nota del deputato Trano anche la vicenda legata alla vendita del lotto 1 Deposito Eni di “Arzano” (Gaeta) i cui termini per la manifestazione di interesse scadono il 16 settembre.

Non avendo avuto nessuna risposta dall’Autorità di Sistema, i cinquestelle hanno diffuso il video denuncia sulle ecoballe.

Di seguito riportiamo alcuni passaggi della nota di Trano indirizzata all’Autorità di Sistema.

“Oggi apprendiamo – si legge – che nello scalo commerciale, potrebbe essere attivato presto un traffico di rifiuti a cui il settore ambiente della Provincia di Latina ha già rilasciato le relative autorizzazioni. Lo stoccaggio di detti rifiuti avverrebbe temporaneamente (fino ad un massimo di 6 mesi!) all’interno di una struttura ‘amovibile’ realizzata sulla banchina di riva ed inoltre – come fa notare anche Arpa Lazio – a meno di 300 metri dal mare. Dette ‘ecoballe’ cd. ‘Css’ giungerebbero in porto già avvolte in 7 strati di film, a pochi metri dalla banchina dedicata dall’Autorità allo sbarco dei crocieristi”.

“Mi domando: si sono considerate le specifiche condizioni meteomarine avverse che possono avere effetti devastanti sul ricovero di tale ‘tipologia merceologica’, (lo scorso anno trombe d’aria hanno colpito le coste del Basso Lazio, se ne trova traccia nel dibattito parlamentare e nei provvedimenti governatici, come riportato ampiamente da testate giornalistiche locali e nazionali)? Si sono considerate le distanze con centri commerciali, insediamenti residenziali ed altre attività? Gaeta è destinata a diventare Hub mediterraneo dei rifiuti? Come mai invece a Civitavecchia l’attivazione di un traffico di gran lunga inferiore ha incontrato l’opposizione dell’amministrazione comunale locale?”