Il Comitato per l’emergenza sport di Aprilia non parteciperà agli eventi promossi dal Comune nel mese di luglio. La decisione è stata comunicata ufficialmente dalle realtà sportive aderenti, che contestano duramente la gestione commissariale sul fronte degli impianti e delle attività sportive cittadine.
La presa di posizione arriva dopo mesi di tensioni legate, in particolare, all’assegnazione delle palestre scolastiche e all’aumento dei costi per l’utilizzo delle strutture. Secondo il Comitato, l’adesione agli appuntamenti estivi organizzati dall’ente rappresenterebbe una forma di legittimazione nei confronti di scelte amministrative giudicate penalizzanti per lo sport di base.
Il Comitato chiarisce di non avere alcuna contrapposizione con l’associazione “Cuore Comico”, incaricata dell’organizzazione delle notti bianche, ma di voler indirizzare la protesta esclusivamente verso l’amministrazione comunale. “Ci dispiace non poter collaborare con l’associazione “Cuore Comico” incaricata di organizzare le notti bianche, ma il problema non è, ovviamente, con loro”.
Al centro della protesta ci sono i ritardi nell’assegnazione delle palestre scolastiche, che secondo le associazioni avrebbero messo in seria difficoltà l’intero movimento sportivo locale. “Quest’anno, le Commissarie del Comune di Aprilia hanno ritardato l’assegnazione delle palestre scolastiche di quasi otto mesi. Un lasso di tempo biblico che ha rischiato di uccidere definitivamente le associazioni del territorio”.
Alle difficoltà organizzative si sarebbe poi aggiunto, sempre secondo il Comitato, il rincaro delle tariffe per l’uso degli spazi sportivi. Una scelta che viene ritenuta particolarmente grave perché destinata a ricadere sulle famiglie. “Nonostante la crisi causata dai propri ritardi, l’Amministrazione ha scelto di alzare i prezzi per l’uso delle strutture, scaricando i costi direttamente sulle famiglie dei ragazzi”.
Il Comitato sottolinea inoltre il ruolo sociale dello sport, soprattutto per i più giovani e per le famiglie con minori possibilità economiche. “Colpire economicamente lo sport sociale significa impedire alle famiglie più svantaggiate di mandare i propri figli in palestra”.
Nel documento viene ribadito che l’attività sportiva non rappresenta soltanto un momento ricreativo, ma anche uno strumento educativo e di prevenzione sociale. “Lo sport offre sani principi e disciplina; colpirlo significa condannare i giovani a rimanere in strada, alla mercé di contesti degradati e soggetti pericolosi che cercano di attirarli a sé”.
Le associazioni rivendicano poi la capacità della comunità apriliana di sostenere il mondo dello sport anche nei momenti più complicati. “Se le associazioni sportive, nonostante tutto, sono sopravvissute e non sono state costrette a chiudere per sempre, il merito è solo della gente straordinaria di questa città, che ha dimostrato solidarietà e sostegno nei momenti più drammatici”.
Nel comunicato viene richiamato anche il valore costituzionale dello sport, con riferimento alle parole del ministro Andrea Abodi. “Il Ministro Abodi ha dichiarato, sul sito governativo il 20/09/2023, che con l’entrata dello Sport in Costituzione si sintetizza l’auspicio dello “Sport per tutti e di tutti”, ma a quanto pare non tutti i funzionari dello Stato ne hanno compreso la grande portata sociale”.
Il Comitato critica poi il metodo amministrativo seguito finora, chiedendo maggiore ascolto nei confronti delle esigenze concrete della città. “Una città complessa e importante come Aprilia non può essere lasciata in mano a dei burocrati. Questa comunità e la sua gente hanno il diritto di essere governate con il cuore e l’ascolto delle necessità reali e non attraverso l’applicazione fredda di cavilli amministrativi”.
Sono dodici le associazioni che fanno parte del Comitato per l’emergenza sport di Aprilia, per un totale di oltre mille atleti e atlete. Le società sostengono di aver più volte cercato un confronto con l’amministrazione commissariale, senza però ricevere risposte. “Il Comitato per l’emergenza sport di Aprilia riunisce 12 associazioni sportive e più di 1000 atleti ed atlete, ha scritto piu volte, cercato di dialogare con chi amministra questa città in regime commissariale, ma non ci hanno neanche mai risposto, abbiamo sempre e solo trovato chiusure”.
La protesta, spiegano le associazioni, continuerà fino a quando non verranno ristabilite condizioni di dialogo. “Si potranno riprendere normali rapporti di collaborazione quando chi governa questo Comune si aprirà al confronto e all’ascolto, fino ad allora il Comitato continuerà a protestare con fermezza contro chiunque tenti di affossare lo sport di Aprilia e il futuro dei suoi giovani”.
Una rottura netta, dunque, tra il Comitato e l’amministrazione comunale, con le associazioni sportive che scelgono di non prendere parte alle iniziative estive per tenere alta l’attenzione su una vertenza che riguarda impianti, costi e futuro dello sport sociale in città.









