Erosione della costa, Ciolfi risponde a Di Cocco: “Progetto fermo e dubbi che rimangono”

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È scontro totale tra la maggioranza e la minoranza in Consiglio Comunale in merito al progetto contro l’erosione costiera approvato e poi bloccato dalla Regione per diverse incongruenze che gravano sull’ecosistema. Dopo le rassicurazioni dell’assessore alla Marina, Gianluca Di Cocco non manca, sempre durante il Question Time odierno, la risposta di Maria Grazia Ciolfi, consigliera comunale del Movimento 5 Stelle:

“Ancora una volta il Question Time si è rivelato un esercizio formale svuotato di contenuto politico e istituzionale. Un momento che dovrebbe garantire trasparenza e controllo democratico è ormai ridotto alla lettura frettolosa, da parte dell’assessore di turno, di relazioni preparate dagli uffici, senza approfondimento, senza confronto reale e senza risposte puntuali alle interrogazioni dell’opposizione”.

“Il MoVimento 5 Stelle continua invece a svolgere un lavoro serio e rigoroso, costruendo interrogazioni su accessi agli atti, analisi dell’albo pretorio, studio della documentazione tecnica e delle rassegne stampa. Un lavoro enorme che meriterebbe rispetto istituzionale e risposte puntuali, non letture sbrigative e incomplete. Se questo è il livello di partecipazione democratica che il centrodestra intende garantire alla città, non possiamo che denunciarlo con forza”.

“L’interrogazione presentata dal MoVimento 5 Stelle sul progetto di difesa della costa tra Foce Verde e Capo Portiere – continua – nasce dalle osservazioni formali della Regione Lazio, su un intervento che avevamo già criticato pubblicamente in Commissione. Avevamo sollevato perplessità sulla mancanza di una visione organica della dinamica costiera, sul rischio di aggravamento dell’erosione nei tratti sottoflutto verso Sabaudia e Circeo, sulla dipendenza strutturale da ripascimenti continui, costosi e soprattutto non previsti, sulla qualità degli studi ambientali e delle simulazioni modellistiche, sugli impatti su habitat protetti e siti Natura 2000”.

“Oggi la Regione Lazio conferma molte di queste criticità, chiedendo approfondimenti, integrazioni e chiarimenti sulla sostenibilità tecnica, ambientale ed economica dell’intervento. È la dimostrazione che le osservazioni del MoVimento 5 Stelle non erano ideologiche o pretestuose, ma fondate su analisi serie e documentate”.

“La risposta dell’assessore – tuona la Ciolfi – letta rapidamente in aula, non ha fornito risposte concrete alle domande politiche e amministrative poste nell’interrogazione, limitandosi a rimandare ai 60 giorni di tempo a disposizione della società di progettazione. Non è stata chiarita l’eventuale necessità di una revisione sostanziale del progetto, non è stato detto nulla sull’impatto economico delle integrazioni richieste, nessun cronoprogramma aggiornato, nessun chiarimento sui rischi di slittamento o definanziamento”.

“Gravissima la confusione sulle opzioni progettuali da parte dell’assessore: in aula l’assessore ha affermato che sarebbe stata scelta l’opzione 3, mentre dalla relazione emerge che il progetto adottato è l’opzione 1, che non prevede un ripascimento strutturale e continuativo. Una differenza sostanziale, non un dettaglio tecnico. Anche sui ripascimenti le informazioni restano incomplete: si parla di interventi limitati a soli tre anni con un impegno economico di 1 milione di euro l’anno spiega l’assessore, ma senza indicare volumi, frequenza e sostenibilità nel medio-lungo periodo.Il risultato è che restano gli stessi dubbi di prima, con l’unica certezza che il progetto è stato sostanzialmente fermato in Regione in attesa di approfondimenti tecnici”.

“Non serve gridare che l’erosione è un dramma, come ha fatto stamattina l’assessore Di Cocco: lo sappiamo tutti, lo vedono i cittadini ogni giorno sulla spiaggia. Il punto è come intervenire. L’esperienza del 2006 è sotto gli occhi di tutti: i sei pennelli realizzati tra Foce Verde e il primo tratto verso Capo Portiere hanno prodotto una gravissima erosione nei tratti sottoflutto, un danno che paghiamo ancora oggi”.

“Oggi la Giunta di centrodestra ripropone lo stesso schema, senza garanzie scientifiche, senza un piano strutturale di ripascimento, senza modelli previsionali realmente affidabili sugli effetti futuri. Interventi sbagliati possono dare un beneficio temporaneo e locale, ma generare un disastro ambientale ed economico più grave nel medio-lungo periodo”.

“Ripetere a gran voce che “bisogna intervenire” come ha fatto oggi Di Cocco, non rende automaticamente giuste le soluzioni adottate. È lo stesso approccio propagandistico che abbiamo visto a livello nazionale, quando la Presidente del Consiglio sillabava che i centri per i migranti in Albania “fun-zio-ne-ran-no”: lo ha ripetuto, scandito, rivendicato, ma i fatti hanno dimostrato il contrario, con miliardi sprecati e un fallimento sotto gli occhi di tutti. Qui rischiamo di replicare lo stesso copione, solo che al posto dei miliardi parliamo di milioni e al posto della propaganda nazionale c’è il futuro della nostra costa”.

“Il MoVimento 5 Stelle – conclude – continuerà a pretendere trasparenza totale sugli atti e sulle osservazioni, una revisione seria e scientificamente fondata del progetto, un piano di ripascimento strutturale e sostenibile, una valutazione reale degli effetti sul tratto sottoflutto e chiarezza su costi, tempi e rischi di definanziamento. La costa di Latina non può essere terreno di sperimentazioni improvvisate o di propaganda politica. Servono competenza, rigore scientifico e senso delle istituzioni. E su questo non faremo alcun passo indietro”.