Il carcere di Santo Stefano e i 70 milioni in stand by, il Governo sblocchi le risorse per il recupero della struttura

Il ministro Alberto Bonisoli

Il senatore pontino Nicola Calandrini, di Fratelli d’Italia, è il primo firmatario di un’interrogazione rivolta al Ministro per i beni e le attività culturali Alberto Bonisoli sul tema del recupero del carcere Borbonico di Santo Stefano.

Correva l’anno 2016 quando il 30 gennaio l’allora presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi atterrò sull’isola di Ventotene, recandosi prima al cimitero per deporre una corona sulla tomba di Altiero Spinelli, il “padre” del Manifesto per un’Europa libera e unita, e poi ad un evento pubblico organizzato per la presentazione di un progetto che voleva trasformare il rudere del carcere della vicina Santo Stefano, ormai pericolante, in un centro di formazione per studenti europei con annesso museo. Un’idea geniale per la quale il Governo avrebbe stanziato di lì a poco 70 milioni di euro. Circostanza confermata a giugno del 2016 dal Cipe. Che ne è stato di questo finanziamento?

Nell’agosto 2016, in seguito alla dichiarazione di inagibilità del carcere, il Comune di Ventotene – si legge nell’interrogazione che trova la firma anche dei senatori Giovanbattista Fazzolari, Antonio Iannone, Isabella Rauti e Alfonso Urso – è stato costretto a chiudere la struttura, con un evidente danno per l’economia locale, stante l’attrattiva turistica esercitata dalla stessa, che registrava un afflusso di visitatori annuali stimato in circa 6.000 unità; nell’agosto 2017, tramite il Cis (Contratto istituzionale di sviluppo) è stato avviato l’iter del progetto di riqualificazione e nel febbraio 2018 si è tenuta l’ultima riunione del tavolo permanente per proseguire l’iter del progetto di recupero, non più convocato ad oggi; le risorse stanziate rimangono pertanto ad oggi inutilizzate”.

Per queste ragioni i senatori di Fratelli d’Italia chiedono di sapere se il Ministro per i beni e le attività culturali del Governo Conte non ritenga opportuno ricostituire il tavolo permanente tra enti locali, Cipe, Demanio, Ministero dei beni culturali, su Ventotene e il carcere di Santo Stefano per far proseguire il processo di riqualificazione e recupero della struttura; quali iniziative intenda adottare per sbloccare le somme stanziate e avviare le procedure di riqualificazione, messa in sicurezza, valorizzazione della struttura carceraria sull’isola di Santo Stefano, al fine di mettere a disposizione della comunità locale di Ventotene un importante supporto al turismo e conseguentemente allo sviluppo e al rilancio dell’intera economia dell’isola.

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