Il jazz come narrazione: al Geena di Latina il 4et di Antonello Sorrentino

C’è un’idea di jazz che non si limita a essere suono, ma diventa narrazione. È quella che porterà sul palco del Geena, domenica 22 febbraio alle ore 18, l’Antonello Sorrentino 4et per un nuovo appuntamento della rassegna 52nd Jazz. Un concerto che si annuncia come un viaggio dentro una musica pensata, costruita e poi lasciata vivere nell’istante dell’esecuzione.

Il progetto guidato dal trombettista Antonello Sorrentino nasce da un presupposto chiaro: il sound del quartetto è un racconto in sé. Ogni composizione possiede una struttura definita, quasi una trama, ma resta aperta agli sviluppi che prendono forma sul palco, grazie a un dialogo costante tra i musicisti. È qui che la scrittura incontra l’improvvisazione, in un equilibrio che tiene insieme radici e ricerca.

Le coordinate artistiche guardano a maestri come Wayne Shorter e Dave Holland, riferimenti che non si traducono in citazioni dirette ma in un’attitudine: libertà formale, profondità armonica, senso architettonico del tempo. Il quartetto alterna momenti di intensa densità sonora a passaggi più rarefatti, dove la tromba può distendersi in linee liriche, sostenuta da un interplay raffinato tra pianoforte, contrabbasso e batteria.

Accanto a Sorrentino, sul palco, Andrea Saffirio al pianoforte, Alessandro Bintzios al contrabbasso e Cesare Mangiocavallo alla batteria: quattro personalità che condividono un’idea precisa di ensemble. La creatività collettiva è infatti uno degli assi portanti del progetto. I brani non sono semplici veicoli per gli assoli, ma organismi vivi che si trasformano grazie alla responsabilità condivisa di ogni musicista.

Particolare attenzione è riservata alla dimensione ritmica. Tempi dispari e poliritmie attraversano il repertorio non come esercizio tecnico, ma come strumenti espressivi capaci di generare tensione, movimento e sorpresa. Il risultato è una musica che sfugge alla prevedibilità senza perdere coerenza, mantenendo sempre centrale l’idea di racconto.

La genesi del quartetto risale al periodo del lockdown, quando, in un tempo sospeso e privo di palchi, la band ha iniziato a lavorare in sala prove, costruendo un’identità sonora prima ancora di incontrare il pubblico. Quel periodo, per molti segnato dall’assenza, è diventato per il gruppo un laboratorio creativo: ascolto reciproco, confronto, ricerca di una voce comune.

Il concerto al Geena si inserisce in una stagione che conferma 52nd Jazz come uno dei punti di riferimento per gli appassionati del territorio pontino, capace di proporre progetti originali e di qualità. L’appuntamento è per domenica 22 febbraio, alle ore 18, in un contesto che unisce musica e arti visive: negli spazi del locale è ancora visitabile la mostra “Musicians” di Fabrizio Libralato, a cura di Fabio D’Achille per il MAD – Museo d’Arte Diffusa, in programma fino al 28 febbraio.