In crescita il turismo internazionale. Il Lazio al primo posto. Una opportunità per la provincia pontina da non perdere

di Ivan Simeone

i.simeone@virgilio.it 

“Il turismo internazionale si conferma un motore economico insostituibile per il nostro Paese, con ricadute positive non solo sulle imprese dell’alloggio, ma anche della ristorazione, del commercio e dei servizi”, dichiara il Presidente di Confesercenti Nico Gronchi. “Non basta però intercettare la domanda: bisogna governarla.”

Con queste parole si commenta l’indagine del CST, il Centro Studi Turistici di Firenze, ha elaborato una analisi sui dati del turismo internazionale evidenziando un costante aumento in questi ultimi anni. Per il 2026 si attende un aumento del +3,9% ed il Lazio è la prima regione in ordine di assorbimento di spesa per circa il 18,1% con 10,2 miliardi, seguito dalla Lombardia, Veneto e Toscana. 

Altro dato interessante sono le voci di spesa dei nostri turisti, che vedono al primo posto alloggio e ristorazione; a seguire gli acquisti di beni. Dai dati elaborati, emerge una attenzione del turista verso la tradizione culinaria italiana con i suoi percorsi enogastronomici. 

Riguardo alle motivazioni, i nostri ospiti stranieri sono maggiormente attirati dalle Città d’Arte, vacanze al mare e in terza posizione le nostre montagne (vedi www.confesercenti.it).

Questi alcuni semplici input statistici ma il tutto dobbiamo calarlo nella nostra realtà provinciale pontina, che vede nel turismo un asset non sempre sfruttato al meglio. Una provincia che su questo tema sembra essere spaccata in due: una realtà del sud pontino che cerca di sfruttare le risorse naturalistiche al meglio, ed una realtà del centro nord che non sempre riesce a creare sistema e a mettere a profitto le belle realtà locali che possiede.

Spesso ne abbiamo parlato, anche da questa testata giornalistica, ma tutto sembra scivolar via in maniera molto sonnacchiosa. Sembra che il leitmotiv sia quello di far scivolare le cose per quello che sono. Magari con qualche iniziativa ben finanziata ma che poi inizia e finisce al momento che si interrompono i flussi dei contributi. Certamente meglio di niente ma –sarà certamente un mio limite- non riesco a vedere sul territorio provinciale una vera politica di sviluppo turistico organico. Molto sta facendo la Regione Lazio ma i nostri Comuni riescono ad intercettare le opportunità che vengono messe in campo?

Abbiamo un tessuto imprenditoriale vivo e capace; abbiamo percorsi enogastronomici eccellenti da porre in essere, abbiamo un territorio con grandi bellezze storiche e naturalistiche, potremmo beneficiare del Porto di Civitavecchia con gli  scali crocieristici  come con la vicinanza di Roma e Napoli. Potremmo essere uno scrigno di accoglienza turistica… ma? Cosa ci manca? Perché non abbiamo una cabina di regia locale efficace? Dove sono i posti letto per il centro-nord della provincia? Dove sono le politiche di sviluppo turistico locale? Dove sta la sinergia con i tour operator? Bisogna fare sistema con sempre maggiore professionalità e decisionismo. Politica e Impresa, Politica e Commercio devono camminare insieme, nel rispetto dei propri rispettivi ruoli, ma fare sinergia vera e concreta. Non solamente di opportunità momentanea.

Il Presidente nazionale di Confesercenti, Nico Gronchi, ha evidenziato come vi sia “un problema doppio: da una parte il rischio di sovraffollamento e perdita di vivibilità nelle mete più visibili (Città d’Arte ndr); dall’altra territori con un enorme potenziale turistico, enogastronomico e culturale che restano ai margini della crescita.”

Il Turismo è una sfida di crescita economica e di sviluppo, che non possiamo tralasciare ma che dobbiamo necessariamente governare con tutte le parti sociali ed imprenditoriali insieme. Non possiamo permetterci di sprecare opportunità o di parlare di turismo solamente nel periodo estivo… la politica turistica si predispone in tutti i periodi dell’anno….