Isola ecologica di via Massaro a Latina, Bondì: per pagare Abc serve un’appendice contrattuale

Sui costi di gestione dell’isola ecologica di via Massaro resta l’incognita. Ieri pomeriggio in commissione Trasparenza del Comune di Latina, il dirigente del servizio Ambiente Giuseppe Bondì, convocato appositamente dalla presidente Matilde Celentano, ha chiarito i termini della determinazione del 3 aprile scorso con la quale ha affidato il servizio di centro di raccolta rifiuti nella zona di Latina Lido all’azienda speciale Abc con una “prenotazione” di 112.696,95 euro, corrispondenti a nove mesi di servizio. “Non è un impegno di spesa – ha riferito il dirigente – ma una prenotazione che non vincola il Comune. Il servizio in questione sarà previsto in un’appendice contrattuale che il Comune andrà a concordare con l’Abc. Soltanto con questa appendice contrattuale sarà possibile impegnare la spesa”.

Ma a quanto ammonta la previsione del costo di gestione previsto per l’isola ecologica di via Massaro? La domanda rivolta al dirigente da parte del consigliere Alessandro Calvi ha trovato questa risposta: “L’isola ecologica costa l’impiego del personale, due addetti, più le spese per il carburante e il costo di gestione delle utenze”.

Bondì ha riferito ai commissari che a a breve, intanto, attraverso delibera di giunta e determinazione del servizio Ambiente verrà assegnata all’azienda speciale Abc parte del finanziamento della Provincia di Latina che sarà investita nell’acquisto di grandi cassoni per il sito di via Massaro.

Il dirigente, nel corso dell’audizione, ha fatto notare che l’organizzazione del servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani “soffre” del mancato aggiornamento del piano di igiene urbana.

Tornando al tema delle isole ecologiche, Bondì ha riferito che più volte l’azienda speciale è corsa a bonificare i siti di Latina Scalo e Chiesuola, ma che purtroppo entrambi continuano ad essere oggetto di abbandono dei rifiuti. Per il centro di raccolta della Chiesuola la situazione è rimasta sostanzialmente identica a quella rappresentata nel corso della commissione Trasparenza del 7 febbraio scorso quando si annunciarono i lavori per la riapertura dell’isola con l’utilizzo del finanziamento provinciale “prorogato” e fondi comunali per le spese di gara e fototrappola. Il quell’occasione fu promessa una rete da cantiere a protezione del sito dismesso, che facesse da deterrente all’abbandono e deposito indiscriminato di rifiuti. Fino a ieri pomeriggio a Chiesuola non si è visto alcun telo arancione.

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