Latina, l'”inadeguatezza” di Colazingari all’attenzione del Prefetto

L'”inadeguatezza” di Massimiliano Colazingari sul tavolo del Prefetto di Latina. I consiglieri che a Latina siedono all’opposizione dell’amministrazione guidata da Damiano Coletta hanno nuovamente chiesto un incontro a Maria Rosa Trio affinché eserciti i poteri sostitutivi  e convochi un Consiglio comunale, “stante l’inadeguatezza del presidente Massimiliano Colazingari che ha respinto un atto integrativo regolare, che doveva essere discusso lo scorso 2 luglio e relativo al doppio ruolo di segretario e direttore generale ricoperto da Rosa Iovinella”.

A firmare l’stanza rivolta al prefetto sono stati: Nicola Calandrini, Alessandro Calvi, Giorgio Ialongo, Raimondo Tiero, Massimiliano Carnevale, Giovanna Miele, Andrea Marchiella, Matilde Eleonora Celentano, Matteo Coluzzi, Matteo Adinolfi, Olivier Tassi, Salvatore Antoci e Massimo Di Trento.

I consiglieri di minoranza spiegano di non aver avuto scelta di fronte ad un presidente del Consiglio che a loro dire “svolge il suo ruolo in modo del tutto arbitrario, a garanzia solo di sindaco, maggioranza e segretario generale e non certo di tutta l’aula”. “Il nostro ruolo di opposizione ne esce svilito – lamentano – e non possiamo permetterlo. L’aver respinto la calendarizzazione dell’atto integrativo è stata solo l’ultima di una serie di decisioni di Colazingari che vanno a senso unico e che non rispettano il ruolo dei consiglieri comunali”.

Per i consiglieri di opposizione che hanno chiesto l’incontro al prefetto “il presidente del Consiglio comunale per legge non ha nessun diritto di censurare il dibattito e di non inserire in discussione le proposte che vengono dai consiglieri”. “Il suo unico compito – precisano – è verificare che la richiesta provenga da almeno un quinto dei consiglieri comunali ma non può in alcun modo sindacare sull’oggetto della discussione. Colazingari si ostina a non capirlo, e quando anche dice che non spetta al consiglio comunale decidere sul segretario o direttore generale perché di competenza del sindaco, finge di non sapere che la nostra intenzione era portare la discussione sulla molteplicità di incarichi assegnati alla stessa persona, indipendentemente da nome e cognome, che sono invece di esclusiva competenza del sindaco e che mai ci saremmo permessi di contestare”.

“Ci dispiace dover ricorrere per l’ennesima volta al Prefetto – concludono -, ma è la sola soluzione che ci resta per veder garantito il ripristino delle ordinarie regole per il legittimo funzionamento dell’amministrazione comunale di Latina, stante la condotta antigiuridica del presidente del consiglio comunale e di cui riferiremo al Ministero dell’Interno”.

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