Il Comitato Pantanaccio–Via Mercurio chiede al sindaco Matilde Celentano un tavolo urgente con il Consorzio di Bonifica Lazio Sud-Ovest. Terreni sommersi, coltivazioni di kiwi a rischio e danni ancora da quantificare.
Le forti piogge che hanno colpito Latina nella notte tra il 20 e il 21 ottobre hanno provocato estesi allagamenti, interessando anche il quartiere Pantanaccio e i terreni agricoli lungo Via Mercurio. Un’emergenza che riaccende le polemiche sulla manutenzione della rete idraulica e spinge il Comitato dei cittadini Pantanaccio–Via Mercurio a chiedere interventi urgenti al Consorzio di Bonifica Lazio Sud-Ovest.
“Siamo consapevoli dell’eccezionalità delle precipitazioni, ma non possiamo continuare ad attribuire esclusivamente al maltempo le conseguenze di anni di manutenzione insufficiente o addirittura assente. Le piogge intense non si possono impedire, ma la pulizia dei canali, la rimozione delle ostruzioni e il mantenimento della loro capacità di deflusso sono responsabilità precise di chi è chiamato a gestire la rete di bonifica”.
Secondo il Comitato, tra le aree colpite figurano anche Santa Fecitola, Piccarello, Borgo San Michele e Borgo Faiti, territori interessati dal sistema idraulico delle Acque Medie–Rio Martino. Nel quartiere Pantanaccio, le criticità segnalate riguardano in particolare il Fosso del Gionco, l’imbocco del tratto tombato di Via Mercurio e il Collettore di Cisterna.
I residenti denunciano la presenza di vegetazione incontrollata, alberi cresciuti e accumuli di detriti che potrebbero ostacolare il deflusso delle acque e aggravare gli allagamenti. Criticità che, sostengono, sarebbero state segnalate più volte al Consorzio, anche attraverso comunicazioni formali e PEC, senza ottenere risposte risolutive.
“Non servono grandi competenze tecniche per comprendere che un canale ostruito non può garantire lo stesso deflusso di uno regolarmente pulito. Il Consorzio deve spiegare perché numerosi fossi e collettori, le cui criticità vengono segnalate da anni, continuino a presentare queste condizioni”.
Al centro della protesta c’è anche il pagamento annuale dei contributi di bonifica da parte dei cittadini.
“Il Consorzio non può limitarsi a riscuotere puntualmente i contributi di bonifica e poi lasciare i cittadini senza risposte. Le bollette arrivano regolarmente ogni anno, ma i residenti hanno il diritto di sapere a quali interventi corrispondano le somme versate e perché i canali continuino a trovarsi, nei punti segnalati, in condizioni così critiche”.
La richiesta è rivolta anche al sindaco di Latina, Matilde Celentano, affinché convochi con urgenza un tavolo tecnico-istituzionale con il Consorzio, coinvolgendo direttamente i rappresentanti dei cittadini. L’obiettivo è organizzare un sopralluogo congiunto e ottenere un programma di interventi con priorità e tempi certi.
“Non vogliamo alimentare polemiche, ma pretendiamo risposte. I cittadini hanno fatto la loro parte, pagando i contributi consortili, segnalando le criticità e, in alcuni casi, intervenendo persino a proprie spese. Adesso deve fare la propria parte il Consorzio di Bonifica, spiegando cosa è stato fatto, cosa non è stato fatto e perché”.
La conclusione del Comitato è un appello alla prevenzione e alla responsabilità: «La sicurezza idraulica non si garantisce con gli interventi dopo le alluvioni, ma con la prevenzione e la manutenzione costante. Dopo dodici anni dall’allagamento del Gionchetto e dopo innumerevoli segnalazioni inascoltate, la misura è colma. I cittadini non vogliono più promesse: chiedono interventi, tempi certi e responsabilità. Perché la prossima pioggia intensa non può trasformarsi ancora una volta in un disastro annunciato».









