Latina Pharma, tarda il confronto in Ministero: sindacati preoccupati

Il confronto al Ministero delle Imprese e del Made in Italy sul futuro di Latina Pharma non è ancora partito e l’attesa comincia a pesare. A mesi dalla riunione del 23 ottobre, il tavolo di aggiornamento annunciato entro novembre non è stato infatti convocato, alimentando dubbi e preoccupazioni tra i sindacati e i lavoratori dello stabilimento.

A intervenire è FAILC CONFAIL, che torna a sollecitare tempi certi. “In quella sede avevamo già espresso dubbi puntuali e circostanziati sulla solidità e sulla credibilità del piano industriale presentato dall’azienda”, sottolinea il segretario nazionale Gianni Chiarato. “Proprio per questo era stato ritenuto necessario un approfondimento tecnico con il Ministero, ma ad oggi quel passaggio non c’è ancora stato”.

Secondo il sindacato, il mancato rispetto delle scadenze inizialmente indicate rischia di rendere il quadro ancora più delicato. “Un piano industriale che deve garantire continuità produttiva e tutela occupazionale per 313 lavoratori non può restare sospeso per mesi in una fase di incertezza”, rimarca Chiarato, ricordando come “i dipendenti arrivino da anni di sacrifici e meritino risposte chiare sul loro futuro”.

Nel vertice di ottobre, aggiunge FAILC CONFAIL, anche la parte istituzionale aveva condiviso la necessità di procedere rapidamente con le verifiche tecniche. “Si era parlato di tempi brevissimi – prosegue il segretario nazionale – ma è evidente che quei tempi non si stanno rivelando tali. Ed è proprio questo protrarsi dell’attesa che oggi genera ulteriori interrogativi e preoccupazioni”.

Da qui la richiesta di un’accelerazione. “Riteniamo indispensabile una convocazione urgente del tavolo al Mimit, nel rispetto degli impegni assunti, per avviare un confronto trasparente e approfondito nell’interesse dei lavoratori e del futuro produttivo del sito”, conclude Chiarato. “Come FAILC CONFAIL continueremo a vigilare con senso di responsabilità, ma senza arretrare di un passo nella difesa dell’occupazione”.