Un blitz del personale della ASL ha portato alla chiusura immediata di una comunità alloggio per anziani nel capoluogo pontino. Con un’ordinanza dirigenziale, il comune ha disposto il divieto di prosecuzione dell’attività a causa di gravissime carenze strutturali, documentali e igienico-sanitarie riscontrate durante l’ispezione.
Il verbale dei tecnici ASL dipinge un quadro di profondo degrado. All’interno della struttura è stato accertato un forte odore nauseabondo, presumibilmente di urina, che ammorbava gli ambienti comuni e le stanze.
Particolarmente allarmante il profilo sanitario: secondo quanto emerso, non erano state adottate le procedure obbligatorie prescritte dalla ASL per tre ospiti affetti da scabbia, mettendo a rischio la salute degli altri residenti e del personale.
Oltre all’emergenza igienica, la struttura è risultata inadempiente su diversi fronti normativi:
Sovraffollamento: i posti letto erano stati ampliati da 8 a 12 senza alcuna documentazione autorizzativa.
Sicurezza: assenti le certificazioni di conformità degli impianti.
Accessibilità: mancato abbattimento delle barriere architettoniche sia all’interno che all’esterno, rendendo difficoltosi i movimenti degli anziani con ridotta mobilità.








