Si riaccendono i riflettori sull’inchiesta che ruota attorno ai gemelli Spinelli e alla rete di spaccio dei palazzi Arlecchino, nel quartiere Q4 di Latina. Questa volta al centro delle indagini c’è Mattia Spinelli, ventenne detenuto nel carcere di Civitavecchia dopo il trasferimento deciso nei mesi scorsi dalla casa circondariale di Latina per motivi di sicurezza.
Durante un controllo di routine nella sua cella, la Polizia penitenziaria ha rinvenuto uno smartphone, subito sequestrato. La scoperta ha fatto scattare una nuova indagine, coordinata dalla Procura di Civitavecchia, con l’obiettivo di capire come il giovane sia riuscito a procurarsi il dispositivo e, soprattutto, a chi e per quali fini lo stesse utilizzando.
Gli inquirenti ipotizzano che il cellulare possa essere servito a mantenere contatti con l’esterno, forse con componenti del gruppo criminale ancora in libertà. Tra le piste al vaglio anche l’uso di applicazioni di messaggistica criptata, già impiegate in passato per comunicazioni difficilmente intercettabili.
Mattia Spinelli, difeso dagli avvocati Gaetano Marino e Massimo Frisetti, è considerato una figura chiave nella gestione della piazza di spaccio dei palazzi Arlecchino, una delle più redditizie della città, già oggetto di numerosi blitz e arresti negli ultimi mesi. Secondo gli investigatori, il ritrovamento del telefono rafforzerebbe l’ipotesi che il giovane, nonostante la detenzione, abbia cercato di mantenere una certa influenza sull’organizzazione.








